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Uffici e fabbriche aperte, scuole chiuse. Dal 4 maggio l'Italia si troverà a fare i conti con una situazione inedita e - se non adeguatamente affrontata - esplosiva.

"Riaprire le fabbriche e tenere chiuse le scuole significa penalizzare moltissime persone, soprattutto donne, ma anche uomini, che faticheranno ad andare al lavoro perché su di loro gravano le attività di cura della famiglia". Commentano così le rappresentanti del Cantiere delle Donne, un gruppo nato su Facebook qualche mese fa.


"La Fase 2 dell'emergenza coronavirus si presenta ancor più drammatica della Fase 1. Se da un lato il Governo ha l’urgente esigenza di riavviare l’economia messa a in ginocchio da due mesi di lockdown, dall’altra non tiene in debito conto i moltissimi altri aspetti legati a doppio filo con la ripresa economica stessa. Tra questi: la riapertura delle scuole. Se infatti la scuola non può essere il luogo dove parcheggiare i bambini, allo stesso modo non si può chiedere, ancora una volta, alle donne di rinunciare a lavoro, soldi e carriera per supplire alle mancanze di chi ha avuto delega dalla comunità di gestire le cose della polis".

Le poche, pochissime proposte messe in campo dal Governo non sono sufficienti. "Il bonus baby sitter e il congedo parentale non bastano a risolvere la gestione familiare, la cura dei figli e soprattutto i conti alla fine del mese. Uno dei due coniugi, quando la famiglia è “regolare” - ma sappiamo quante sono le famiglie monogenitoriali che soffrono ancora di più questa situazione - dovrà rinunciare a tutto o in parte al proprio lavoro per affrontare questa situazione. Quanto alle donne, nel loro doppio ruolo di lavoratrici e principali artefici delle attività di cura all’interno della famiglia, concorrono anch’esse alla crescita del paese, forse anzi molto più degli uomini, nell’accudimento dei futuri cittadini".

Il Cantiere delle Donne ha sollevato il problema ma chiede che venga studiata una soluzione che offra un’alternativa a questa impasse, rendendosi disponibile a lavorare per trovare soluzioni concrete a partire dal basso e insieme alle donne, agli uomini, alle famiglie.

"Stiamo organizzando - confermano le animatrici del gruppo - per i propri membri alcuni incontri, condivisi poi anche pubblicamente, con esponenti politici, locali e nazionali, per un confronto costruttivo. Abbiamo sentito l’assessore veneto Elena Donazzan,sentiremo l’onorevole Sara Moretto e Emma Bonino, solo per citare le ultime “politiche” invitate. Da questi incontri di confronto importante vogliamo emergano fatti, proposte, appelli per cambiare dal basso il nostro paese e contribuire a una crescita sana, armonica, economica e psicologica insieme, affinché il tanto citato futuro dell’Italia, che è futuro dei bambini, dei ragazzi, ma anche delle donne e degli uomini di questo grande Paese, venga non solo preso in considerazione, ma attivamente sostenuto". 

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