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fagan_ridDifferenza tra Project Financing e strutture private accreditate alla luce delle discussioni sul futuro della Sanità Veneta, l'importanza della Sanità Privata Accreditata come "spalla" del servizio pubblico, il blocco delle tariffe e del budget assegnato alle strutture private accreditate . Queste sono le tematiche affrontate nell'intervento di Giampaolo Fagan, direttore Anisap Veneto – Trentino Alto Adige che riceviamo e pubblichiamo.

Giacomo Piran

 

"La Finanza di Progetto (o Project Financing) è una operazione di finanziamento a lungo termine che vede il coinvolgimento di soggetti privati nella realizzazione di opere di pubblica utilità quali ad esempio: autostrade, grandi vie di comunicazione, ponti e centrali elettriche nonché provvedere alla loro gestione secondo accordi pre-definiti. Per quanto riguarda la Sanità Veneta la Finanza di Progetto è stata utilizzata anche se in forme diverse, per la costruzione degli ospedali di Mestre, Castelfranco, Este-Monselice e Santorso (Thiene-Valdagno). Da quanto sopra risulta chiaro che tale modalità di finanziamento ha riguardato esclusivamente la costruzione di ospedali pubblici, o il loro ripristino, e non di ospedali pubblici a gestione privata e tanto meno strutture di assistenza specialistica ambulatoriale (Radiologia Diagnostica Per Immagini, Medicina Fisica e Riabilitazione e Medicina di Laboratorio). L'ANISAP Veneto-Trentino Alto Adige e le oltre 50 strutture associate sono consapevoli che la Sanità italiana in generale e quella veneta in particolare stanno vivendo un momento di grandi trasformazioni sociali e tecnologiche in un momento di crisi economico-finanziaria globale che induce anche il "mondo della sanità" a ricercare nuove forme e modelli organizzativi, se vuole continuare a rispondere in modo adeguato alle aspettative di salute dei cittadini. La presenza del privato–accreditato è importante per due motivi: il primo come elemento di stimolo atto a sensibilizzare il "pubblico" a migliorare, in alcuni campi, la propria struttura organizzativa; il secondo la capacità propria del privato ad adeguare velocemente, con notevoli investimenti finanziari, la propria offerta in risposta alle aspettative di salute dei cittadini che si manifestano con la richiesta di quelle prestazioni che vengono erogate dalle strutture di specialistica ambulatoriale la cui capillarità sul territorio deve essere considerata una vera opportunità oltre che abbattere drasticamente le liste di attesa.

L'ANISAP è fermamente convinta che il rapporto, comunque paritario, pubblico/privato deve essere basato su una sana competizione/collaborazione in quanto concorre a creare, ognuno per la propria parte, quelle sinergie atte a mantenere e a migliorare quei già elevati standard di qualità che il modello sanitario veneto può giustamente vantare.

E' arrivato il momento di sfatare la favola metropolitana portata avanti da qualcuno che ha ancora una visione ideologica che la presenza del "privato" in sanità sia dettata da volontà di fare solo "cassa" ignorando volutamente che le strutture ambulatoriali pre-accreditate con il SSR danno ai cittadini: prestazioni di alto livello qualitativo in quanto possiedono tutte l'attestazione di idoneità al sistema di qualità regionale; operano nel territorio con grande beneficio per i cittadini.

Occorre inoltre ricordare che nell'anno 2009 sono state effettuate: oltre 4 milioni di prestazioni di Medicina di Laboratorio; circa 3 milioni di prestazioni di Medicina Fisica e Riabilitazione, circa 400 mila prestazioni di Diagnostica per Immagini. Tutte le prestazioni sono state sempre puntualmente eseguite anche se le relative tariffe, riconosciute dal Nomenclatore Tariffario Regionale, siano le stesse da oltre 10 anni. E' doveroso precisare per completezza di informazione, che nel corso degli anni è stato riconosciuto dalla Regione qualche punto percentuale a titolo di incremento finanziario avente lo scopo di coprire, in parte, gli aumenti dei costi di gestione (aumenti contrattuali per il personale, adeguamento ai requisiti strutturali tecnologici ed organizzativi previsti dalla Legge Regionale n. 22/2002); adeguamenti alle normative (Legge 626 Sicurezza negli ambienti di lavoro, Privacy, Monitoraggio dei tempi di attesa). Dal 2007 la Regione ha bloccato il budget assegnato alle strutture accreditate con il SSR. Il budget, per i non addetti ai lavori, è l'importo massimo entro il quale le prestazioni rese al cittadino vengono rimborsate dal SSR. La struttura che supera il budget è soggetta a pesanti regressioni (sconto) sulle tariffe. Moltissime strutture pur raggiungendo già dal mese di ottobre il budget assegnato, vista la notevole richiesta di prestazioni da parte dei cittadini, continuano ad erogare il servizio anche se la relativa remunerazione è soggetta, come abbiamo visto, a pesanti regressioni.

Le conseguenze di ciò sono facilmente intuibili: un non lieve sacrificio economico da parte delle strutture; un conseguente beneficio, non solo economico, a favore del bilancio della ULSS per tre ordini di motivi: perché se la prestazione venisse resa dalla struttura pubblica il costo che dovrebbe sopportare sarebbe sensibilmente superiore; perché rimborsa alle strutture le prestazioni rese ai cittadini applicando un consistente sconto sulle tariffe previste dal Nomenclatore Tariffario Regionale (esempio il 75% per le prestazioni di Medicina di Laboratorio); perché l'intervento garantito del privato consente comunque un forte abbattimento delle liste di attesa e ciò a beneficio delle aspettative di salute dei cittadini.

L'ANISAP ribadisce che solo una forte e sinergica integrazione tra pubblico e privato è in grado di rispondere da una parte alle aumentate richieste dei cittadini di prestazioni specialistiche ambulatoriali e, dall'altra, alle giuste esigenze della Regione di contenere la lievitazione dei costi in Sanità.

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