Scienza e tecnologia
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Il progetto sperimentale impiega, per la prima volta in Italia, un drone in ambito medico – sanitario

Apollo 4 è atterrato sulla spiaggia di Levante di Caorle, ma nonostante il nome, che evoca epiche missioni spaziali ma che in realtà si riferisce alla divinità greca del sole e delle arti mediche, non proviene dallo spazio. Si tratta del primo progetto sperimentale in Italia, e probabilmente in Europa, che impiega un drone in ambito medico sanitario per salvare la vita ai turisti. E in futuro, superata la sperimentazione, potrà essere usato in zone difficilmente raggiungibili dai mezzi di soccorso.
La presentazione del progetto è avvenuta stamane sulla spiaggia di Levante a Caorle, alla presenza del presidente della Regione del Veneto, del direttore generale dell’Azienda Ulss4 e di autorità civili e militari.

Nel tratto di arenile “White Oasis”, in collaborazione con Caorlespiaggia è stata allestita la base di stazionamento e di decollo del velivolo da inviare nel luogo dell’emergenza su richiesta dei bagnini di salvataggio, i primi a soccorrere le persone sull’arenile. La stessa società fornirà il supporto durante tutto il giorno per l’utilizzo del drone, sia nel pilotaggio (con personale formato e certificato) e sia nell’utilizzo del defibrillatore mediante, appunto, il proprio personale addetto al servizio di salvataggio.
La fase di sperimentazione avverrà nel 2017 per essere a regime, sempre con autorizzazione ENAC, nel 2018. A regime, il drone coprirà un tratto di arenile di circa 2 km e potrà atterrare al fianco delle torrette di salvataggio dove verranno allestite apposite piazzole contraddistinte dal logo internazionale dell’emergenza.
Realizzato in struttura di carbonio, provvisto di scatola nera e di telecamera HD, “APOLLO 4, il drone salvavita” utilizza 4 motori potenziati per acconsentire il trasporto di un defibrillatore a una velocità di circa 45 km/h (limitata da software); è autoalimentato da batterie ricaricabili e fornito di un sistema di guida GPS a tripla ridondanza, può volare sino a 2000 metri d’altezza massima dal suolo e in condizioni di vento sino a 30km/h. La missione viene gestita attraverso l’utilizzo di un telecomando remoto con integrato a un tablet che garantisce in tempo reale la visualizzazione del volo ripreso dalla telecamera del drone.


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