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fioriL’attrazione non è casuale Il rapporto tra insetti pollinatori e piante è tutt’altro che casuale. E’ quanto emerge da un ricerca pubblicata in questi giorni sulla prestigiosa rivista «Nature», condotta da un gruppo di ricerca internazionale guidato dal professor Amos Maritan, docente del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Padova, in collaborazione con Samir Suweis.

«In questo lavoro – spiega il prof. Maritan – mostriamo come il mutualismo tra piante e insetti pollinatori gioca un ruolo chiave nell’organizzazione delle comunità ecologiche. Esistono specie cosiddette “generaliste” che interagiscono con molte specie dell’altra classe. Ad esempio, un’ape che vada a impollinare qualità/specie diverse di fiori, è un’ape generalista. E ci sono poi specie “specialiste” che scelgono di interagire solo con un particolare sottoinsieme di specie con le quali le generaliste interagiscono. Queste reti in ecologia possiedono una particolare architettura detta annidata». I ricercatori mostrano come l’evoluzione potrebbe avere modellato questa particolare geometria, poiché essa permette di ottenere il massimo vantaggio nel “lavorare insieme”.
Così, piante e pollinatori non interagiscono in modo casuale, ma cooperano in modo tale da massimizzare la loro abbondanza attraverso una rete invisibile di interazione che presenta questa caratteristica architettura “annidata”, con un effetto positivo sulla loro crescita e riproduzione.
Margherita De Nadai

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