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Le categorie a rischio e le buone pratiche consigliate

Mentre molti italiani si stanno godendo ancora qualche giorno di vacanza, per il Ministero della Salute l'estate è già archiviata e si pensa all'autunno. Raffreddore, febbre, dolori muscolari, la di testa, in una parola influenza.

 

 E' stata infatti diffusa nei giorni scorsi dal Ministero la circolare con le raccomandazioni sulla prevenzione e il controllo del virus per la stagione 20112012. Il documento contiene tutte le linee guida per le aziende sanitarie che saranno fra qualche settimana alle prese con l'allestimento della campagna di vaccinazione antinfluenzale che dovrà tenersì, indica il Ministero, a partire dalla metà di ottobre fino a fine dicembre. Fra le raccomandazioni suggerite nella circolare sono indicati il lavaggio delle mani (in assenza di acqua, uso di gel alcolici) , la buona igiene respiratoria (coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, trattare i fazzoletti e lavarsi le mani), l'isolamento volontario a casa delle persone con malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale, l'uso di mascherine da parte delle persone con sintomatologia influenzale quando si trovano in ambienti sanitari ogni anno circa 8.000 decessi1 in eccesso, di cui 1000 per po(ospedali). I casi stimati di mortalità attribuibili ad influenza sono circa 8 mila l'anno in Italia di cui 1000 per polmonite ed influenza ed altri 7 mila per altre cause. L’84% dei casi riguarda persone di età maggiore ai 65 anni. Il Ministero ricorda infine quali sono le categorie a rischio per le quali è raccomandata la vaccinazione: soggetti di età pari o superiore a 65 anni, bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti fino a 65 anni di età affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza, bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale, donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino nel secondo e terzo trimestre di gravidanza, individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti, medici e personale sanitario di assistenza, familiari e contatti di soggetti ad alto rischio, soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori, personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani.

Paola Vescovi

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