Sanità
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Centomila i casi ogni anno per chi soffre di osteoporosi

Le fratture vertebrali sono tra le più frequenti complicanze dell'osteoporosi ma anche tra le più sottovalutate: solo il 25-30 per cento di chi ne soffre, infatti, arriva alla diagnosi, ancora meno al trattamento. Si tratta di riduzioni dell'altezza delle vertebre a causa delle lacune che si creano nell'osso trabecolare, deformandole.Questo problema provoca molto dolore, che spesso si cronicizza; inoltre porta ad una riduzione di statura e all'incurvamento, a problemi respiratori e gastrointestinali, ridotta mobilità e addirittura depressione. In più, entro uno-due anni dal primo evento, aumenta la probabilità di nuove fratture: da cinque a dieci volte per quelle vertebrali e di due volte al femore. In Italia si verificano ogni anno oltre 100 mila fratture vertebrali da osteoporosi. In particolare, una donna bianca di 50 anni ha un rischio del 16 per cento di soffrirne (un uomo solo il 5 per cento), e una di 65 anni una probabilità del 25 per cento di averne una seconda entro cinque anni. Con un'adeguata terapia, invece, il rischio potrebbe essere dimezzato, ma vi è ancora una scarsa consapevolezza da parte della popolazione. Sono 10 mila all'anno le fratture al femore che si potrebbero evitare in Italia. Per questo è nata l'idea di realizzare anche in Italia le "Fracture unit", ovvero lo sviluppo di modelli assistenziali di eccellenza per la gestione del paziente con fratture da fragilità, che prevedono percorsi diagnostici e terapeutici organizzati, seguendo linee guida cliniche condivise ed in accordo con le indicazioni del SSN e delle Regioni.

 

Margherita De Nadai

 

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