Sanità
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Il problema è la carenza del personale, quindi l’appello: “si facciano avanti i medici disponibili a prendere servizio”

“Lo dico da lungo tempo, fin dalla definizione delle schede ospedaliere del nuovo Piano Sociosanitario Veneto, torno a ribadirlo oggi: l’ospedale di Asiago non è e non verrà depauperato. Sul suo futuro non deve esserci alcun timore. I servizi in difficoltà lo sono non per scelta ma per la ben nota carenza di medici, che stiamo combattendo con ogni mezzo. Leggo che ci sarebbero dei medici disponibili a prendere servizio ad Asiago: ci si facciano avere i nominativi e li contatteremo immediatamente”.

Questo è quanto ha ribadito venerdì l’Assessore alla Sanità della Regione Veneto Lanzarin nel corso di una conferenza stampa convocata a Bassano sul futuro dell’Ospedale di Asiago, sul quale si accentrano timori e polemiche.

“Entrambi ingiustificati – sottolinea l’Assessore – perché la programmazione di crescita della struttura non subisce né subirà alcuna modifica. In questa fase alcuni servizi, non l’intero ospedale, sono in difficoltà per la carenza di personale. Per farci fronte stiamo utilizzando tutte le leve a nostra disposizione, come i concorsi di Azienda Zero, utilizziamo ovunque necessario, l’ingaggio di medici a gettone e in libera professione, l’introduzione al lavoro degli specializzandi, oggi possibile in tutta Italia grazie a una intuizione di alcuni mesi fa proprio della Regione Veneto, in collaborazione con le nostre Università. Non dimentichiamo – ha precisato l’Assessore – che la scelta di andare in un determinato ospedale è del medico.”.

“L’ospedale di Asiago – ha tenuto a precisare l’esponente di Palazzo Balbi – ha alcuni servizi momentaneamente in sofferenza, come peraltro tutti gli altri ospedali della regione, a causa della carenza di personale (mancano 53 mila camici bianchi in Italia e 1.300 in Veneto), in particolare in alcune branche, e segnatamente in ginecologia e pediatria. Su questo fronte stiamo facendo tutto ciò che la legge e i vincoli nazionali ci consentono. Anche Asiago, peraltro, ha scontato gli effetti del tornado determinato dall’emergenza Covid, ma ora la situazione è tornata alle condizioni precedenti in ambiti importanti come chirurgia e ortopedia”.

“Il punto nascite – ha aggiunto – non è in discussione, e ha già avuto la deroga ai parametri nazionali del DM 70. L’attività è sospesa, ma solo per la persistente carenza di personale alla quale stiamo dando risposte utilizzando tutti i canali disponibili. Confidiamo ad esempio nel prossimo concorso di Azienda Zero per l’assunzione di specialisti, per dare ad Asiago le figure professionali necessarie. Il punto nascite non chiude, così come non chiude nessuno di quelli del Veneto, a maggior ragione in un’area di montagna”.

“Nessuno – conclude l’Assessore - non la Regione o la Direzione Generale dell’Ulss mette in discussione l’importanza dell’Ospedale di Asiago, né oggi, né domani. Lo provano le schede ospedaliere regionali vigenti e l’atto aziendale dell’Ulss. Asiago è e resta a pieno titolo uno dei 68 ospedali della rete pubblica del Veneto, con una sua funzione specifica, ampliata dall’importanza di essere una struttura sanitaria di montagna. Grossi investimenti sono stati fatti e altri ne faremo se necessario. Sono già state acquistate, ad esempio, le attrezzature per il nuovo ospedale, realizzato con 30 milioni di euro”.

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