Sanità
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0,53. È il numero dal quale parte il Veneto per chiedere una riapertura prima del 1° giugno, data considerata troppo lontana. 0,53 è l'indice di contagiosità Rt: se è superiore a 1, vuol dire che il contagio va avanti, se è inferiore vuol dire che regredisce.

L'indice in Italia oscilla molto nelle varie regioni: secondo l'ultimo report dell'Istituto superiore di sanità, si va dallo 0,29 delle Marche allo 0,96 della Puglia. Il Veneto è appunto a 0,53m la Lombardia a 0,57, l’Emilia Romagna allo 0,53. Solo in Sicilia supera l’1, ma secondo gli scienziati «sono segnalati pochi casi di infezione con trend in riduzione nell'ultima settimana. L'Rt leggermente superiore ad 1 potrebbe riflettere pregressi focolai limitati e di per sé non implica un aumento diffuso di trasmissione».
Ecco dunque la richiesta di aprire prima. «Sulle aperture della Fase2 non c'è programmazione», ha detto oggi il presidente della Regione Veneto Luca Zaia. «Se il Governo dicesse che si apre il 18 maggio tutti accenderebbero i motori. Ma la sera prima del 18 potrebbe presentarsi il premier Conte e fare un Dpcm che chiude altre due settimane. Siamo in un'area di incertezza paurosa».
«Io mi sento con i colleghi presidenti di Regione – ha agigunto - e dico che c'è condivisione rispetto al fatto che il primo giugno è una data troppo distante. Abbiamo assunto una posizione onesta e legittima verso il Governo, ma è indubbio che i tempi d'attesa si stanno dilatando. Io chiedo che il Governo produca un provvedimento, che può essere un Dpcm, che autorizza le Regioni ad aprire sulla base di un piano che presenteremo. Lasciamo l'ultima parola al Governo, ma io spero si possa presentare un piano e si possa aprire».
Un cenno anche alla cosiddetta banca del sangue. «Sui test sierologici la sperimentazione sta andando avanti. E' partito uno studio multicentrico con l'Azienda ospedaliera di Padova e il San Matteo di Pavia. Verrà inviata una lettera a tutti coloro che sono guariti dal coronavirus per il prelievo del sangue. Si chiede a tutti la disponibilità per costituire questa banca del sangue. Abbiamo delle emoteche piene di sangue già raccolto, però vogliamo farlo a tappeto per essere pronti per le cure. Abbiamo uno dei tre laboratori nazionali abilitati per lavorare sangue: lavorano col virus vivo e riescono a processare 10 sacche al giorno, e aumenteremo i turni. Facciamo un magazzino, perché non vogliamo trovarci a settembre che tutto funziona e manca la materia prima», ha concluso.

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