Sanità
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«Credo che un aumento dei casi sia molto probabile. È chiaro che l'aumentato numero di flussi umani (persone che escono, riprendono il lavoro, si incontrano al lavoro e tornano a casa) aumenta il rischio. Se riusciremo a gestire questa situazione dipende dalla combinazione di due fattori: cittadini e soprattutto aziende responsabili, e un sistema sanitario che risponde velocemente».

Pierluigi Lopalco, professore di Igiene generale e applicata all'università di Pisa, commenta così all’Adnkronos l’avvio della Fase 2. «Se nelle prossime settimane non osserveremo una frenata, ma addirittura un aumento dei casi significa che non si è riusciti ad accompagnare questa fase. Spero che sia il sistema sanità sia il sistema Paese, quindi cittadini e aziende, possano gestire in maniera efficace la Fase 2».
Alla domanda su cosa si aspetta nelle prossime settimane, Lopalco non nasconde di essere «moderatamente pessimista, o meglio realista. In qualche regione un lieve aumento me lo aspetto. Una visione realistica della situazione è questa. Non spaventiamoci a priori. Dobbiamo confidare che la situazione sia tenuta sotto controllo. Certo ora non possiamo più permetterci di lasciare le persone con sintomi senza diagnosi e senza metterle in isolamento. Se ci sarà stato un aumento dei casi si vedrà a fine maggio, non prima di allora».
Comunque, nel frattempo «il nostro sistema ospedaliero è enormemente più robusto, anche la capacità diagnostica e di terapia è superiore rispetto a due mesi fa. E questo ci fa ben sperare di essere in grado di affrontare meglio questa fase».

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