Sanità
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Un'ordinanza al giorno... Dopo quella regionale del 24 aprile e il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di ieri, 26 aprile, la Regione Veneto emana una nuova ordinanza, che entrerà in vigore alle 18.00 di oggi, lunedì 27 aprile. 

Ecco le principali misure contenute, che allargano ulteriormente le maglie dei divieti.

  1. È consentito lo spostamento individuale per attività motoria e attività all’aria aperta, anche con bicicletta o altro mezzo, in tutto il territorio comunale di residenza o dimora, con divieto di assembramenti e con obbligo di rispetto della distanza di m. 1 tra le persone, salvo quelle accompagnate in quanto minori e non autosufficienti, utilizzando mascherina e guanti o garantendo l’igiene con idoneo liquido igienizzante;
  2. è consentito per i residenti in Regione, lo spostamento individuale nell'ambito del territorio regionale per raggiungere le seconde case di proprietà o imbarcazioni e velivoli di proprietà che si trovano al di fuori del comune di residenza, per lo svolgimento delle attività di manutenzione e riparazione necessarie per la tutela delle condizioni di sicurezza e conservazione del bene;
  3. è ammessa la vendita di cibo per asporto tramite veicolo, senza uscita di passeggeri;
  4. Negli ambienti di lavoro si applica il protocollo firmato dalle parti sociali il 24 aprile 2020 e ogni successiva modifica e integrazione nonché ogni misura relativa agli ambienti di lavoro relativa a settori speciali;
  5. E’ fatto obbligo per tutte le persone, nelle attività economiche e sociali, di distanziamento di un metro, di copertura di naso e bocca con mascherine e di utilizzo di guanti o di igienizzazione delle mani con apposito liquido.

«Noi non cerchiamo le prove muscolari - ha spiegato il presidente della Regione Luca Zaia - cerchiamo di dare un aiuto ai cittadini. Non stiamo giocando a battaglia navale con il governo. E lo dice uno che ha sempre avuto un atteggiamento rispettoso, ho sempre fatto squadra con chiunque e voglio continuare a farla. Ma che il problema nazionale sia la firma sul cibo d'asporto di Zaia vuol dire che chi ha questo problema non ha niente a cui pensare. Penso che i problemi nazionali siano aprire le aziende, aprire le attività, dar modo agli artigiani di lavorare, dare una risposta alle famiglie, non preoccuparsi del cartone di pizza».

«Bisogna aprire», ha aggiunto Zaia. «Siamo in un momento storico in cui si parla di test, test rapidi, sierologici, terapie e cure che non avevamo solo due mesi fa. Si poteva e si doveva fare uno sforzo in più. Non ce l'ho con il comitato scientifico, non dico che non abbia ragione. Sappiamo come si fanno le cose alla perfezione, ma poi ci sono esperienze che aiutano a trovare una situazione di equilibrio - ha detto il presidente del Veneto in riferimento al nuovo Dpcm del governo - Non possiamo diventare un laboratorio o delle cavie, dobbiamo anche vivere».

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