Sanità
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Nadia, una femmina di tigre di 4 anni rinchiusa nello zoo del Bronx, è risultata positiva al coronavirus. Lo riportano i media americani, precisando che insieme a lei, anche altre tigri e leoni mostrano sintomi del Covid-19.

I responsabili della struttura newyorkese fanno sapere che il risultato del test sul coronavirus è stato confermato dal National Veterinary Services Laboratory nello Iowa. Si pensa che Nadia, forse insieme anche ad altri sei grandi felini, sia stata infettata da un guardiano dello zoo affetto da una forma di Covid-19 asintomatica. La notizia della positività di Nadia ha spinto gli esperti a riflettere sul rischio degli animali di contrarre l'infezione e sulla possibilità che questi possano poi contagiare l'uomo. Tuttavia, anche se ci sono stati altri casi di animali risultati positivi al Covid-19 in altre parti del mondo, gli scienziati sottolineano che non ci sono prove che possano diffondere la malattia. "Non ci sono prove che una persona sia stata infettata da Covid-19 negli Stati Uniti da animali, compresi cani o gatti da compagnia", ha osservato lo zoo.

L’attuale diffusione del Covid-19 è il risultato della trasmissione da uomo a uomo. Ad oggi, non ci sono prove che gli animali da compagnia (non certamente le tigri) possano diffondere il virus. Pertanto, non vi è alcuna giustificazione nell’adottare misure contro gli animali da compagnia che possano comprometterne il benessere. Tuttavia, dal momento che gli animali e l’uomo possono talvolta condividere alcune malattie (note come malattie zoonotiche), è necessario sempre e non solo per il timore del Covid-19, che vengano adottate sempre le normali misure igieniche raccomandate da medici e veterinari per evitare la diffusione delle malattie.

Il Ministero della Salute, in accordo con quanto espresso da autorevoli Organismi internazionali, raccomanda il rispetto delle più elementari norme igieniche quali lavarsi le mani prima e dopo essere stati a contatto o aver toccato gli animali, il loro cibo o le provviste, evitare di baciarli, farsi leccare o condividere il cibo. Al ritorno dalla passeggiata, pulire sempre le zampe evitando prodotti aggressivi e quelli a base alcolica che possono indurre fenomeni irritativi.

Piccoli accorgimenti che ci permettono di ridurre al minimo il rischio di introdurre in casa, al termine di una passeggiata, patogeni che potrebbero diffondersi negli spazi comuni. Nelle abitazioni in cui ci sono soggetti affetti o sottoposti a cure mediche per Covid-19 si devono evitare, per quanto possibile, i contatti ravvicinati con i propri animali così come si fa per gli altri conviventi e fare in modo che se ne occupi un altro familiare.

La presenza di un animale in casa può considerarsi una grande opportunità per tutta la famiglia, sia da un punto di vista educativo che sociale. Grandi e piccini possono trarne benefici, soprattutto in questo momento di disagio e difficoltà. L’interazione con gli animali è fonte di arricchimento interiore, di stimoli sensoriali ed emozionali; in particolare il rapporto con il cane è fondato sulla fiducia e sul rispetto reciproco e contribuisce a migliorare la qualità della vita che purtroppo in questi giorni ha subito un cambiamento repentino. Il contatto con un animale accresce la disponibilità relazionale e comunicativa, contribuendo, attraverso la cura e le attenzioni verso l’animale, a sviluppare un impatto positivo sull’umore, riducendo la solitudine, stati d’ansia e depressione.

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