Sanità
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In breve tempo, le introvabili mascherine per la protezione della gente comune dal coronavirus, che ora molti medici consigliano a tutti se si esce di casa, potrebbero non essere più così inarrivabili. Ad annunciarlo è il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, con Fabio Franceschi, titolare di Grafica Veneta Spa che le ha prodotte per la popolazione. Ma intanto i contagi sono ancora in crescita e il picco è previsto per il 15 aprile. Nel bollettino quotidiano i numeri aggiornati alle 18 di oggi.

Il picco: Dopo l’appello a non enfatizzare troppo le notizie positive per non far abbassare la guardia alla popolazione e aver ripetuto senza sosta ai veneti di stare a casa e rispettare le regole – prima che si renda necessario inasprirle ancora di più-, il Governatore Zaia oggi comunica un dato importante : “I modelli matematici prevedono il picco in Veneto verso il 15 aprile, salvo varianti ora non prevedibili, andando a scemare i primi di maggio per poi andare ulteriormente giù. Sottolineo che sono previsioni, se fosse così ci sarebbe un picco importante anche di occupazione nelle terapie intensive”. Dunque il limite del 3 aprile per la “scadenza” delle ordinanze restrittive per il contenimento del contagio ora in atto potrebbero essere prolungate e, se ancora le curve dovessero indicare una crescita e le persone in giro senza motivo fossero ancora troppoe, verranno attuate anche altre restrizioni soprattutto per quanto riguarda le attività all’aperto, come le passeggiate e l’attività fisica. “Ancora troppe persone – rivela Zaia- secondo quanto ci riferiscono farmacie e alimentari, usano la scusa del medicinale o del genere alimentare per uscire anche più volte al giorno e farsi la passeggiata. Questo non va bene. Sui controlli telefonici invece ci sono delle restrizioni di privacy, ci sono dei limiti di legge per controllare i cittadini. Bisogna stare a casa e limitarsi, i cittadini si fidino di noi”. Anche per i tamponi, intanto, che cominciano a scarseggiare -vista l’ampia attività si screening di controllo avviata tramite Spisal sui lavoratori e poi sui sanitari, sulle persone in isolamento e di controllo negli ospedali – è passata alla produzione “in casa”.

Il bollettino di oggi: Crescono i contagi, dal bollettino della mattina di oggi + 170 persone. Nel dettaglio, dai dati aggiornati alle 18 del 18 marzo dalla Regione, si contano 3.384infetti da Covid-19. Sono 691i pazienti ricoverati in ospedale in area non critica, 201 in terapia intensiva, 189 i dimessi.Salgono a +24 lenuove vittime dell'epidemianella giornata (113 totali).

Le mascherine prodotte in Veneto:  “La soluzione veneta per un problema cruciale in tutta Italia” è stata presentata oggi, nel corso del consueto appuntamento dall’Unità di Crisi della Regione Veneto a Marghera per fare il punto della situazione, dallo Stesso Governatore e dall’imprenditore padovano, che ha deciso di riconvertire una delle sue linee di produzione alla realizzazione di un innovativo dispositivo di protezione individuale (DPI). Zaia, come in ogni occasione in questa emergenza, era affiancato dagli Assessori Manuela Lanzarin (Sanità) e Giampaolo Bottacin (Protezione Civile). Si tratta di una mascherina dall’aspetto inedito, realizzata con un “tessuto non tessuto”, consistente, morbida, resistente all’umidità, a elevata capacità di barriera, facile da indossare anche per gli anziani, utilissima per la protezione delle persone (circa l’80% del totale) nell’ambito della vita quotidiana che ora, ha annunciato Zaia, sarà distribuita da Protezione Civile e Volontari in confezioni da 10 a 20 pezzi in punti particolarmente adatti a creare un’osmosi di diffusione su tutto il territorio, per esempio fuori dagli ospedali ai visitatori che vi arrivano privi di protezione, nei supermercati e nella rete commerciale ancora aperta.  La potenzialità produttiva della mascherina presentata oggi è di 500-700 mila pezzi al giorno (800 mila ne sono già state prodotte) ma, “in circa dieci giorni – ha detto Franceschi – siamo in grado di arrivare a 1,5 milioni al giorno”. Franceschi ha anche annunciato che due milioni di pezzi saranno regalati alla Regione Veneto per gli usi più opportuni. “Con questa sua straordinaria generosità, e altrettanta capacità di innovazione di processo e di prodotto – ha detto Zaia ringraziando Franceschi – Grafica Veneta entrerà nella storia. Anche di più che per essere la stampatrice dei romanzi di Harry Potter. Il suo dono di due milioni di mascherine è di vitale importanza ma, se necessario, ne prenderemo tutte quelle che serviranno, pagandole, com’è giusto che sia”. Per giungere al risultato di oggi, Grafica Veneta, nel corso della sperimentazione, ha prodotto circa 500 mila mascherine che, essendo il risultato di un work in progress, sono poi state eliminate. Intanto una comunicazione della Regione ha indicato a tutti i sindaci come avverrà la distribuzione dei presidi alla popolazione, cioè tramite la Protezione Civile dei singoli territori e associazioni di volontari sotto controllo del singolo Comune che le porteranno nelle case o in altri modi ritenuti sicuri per una distribuzione capillare a tutti. 

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