Sanità
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Nella seduta di martedì 18 settembre è stato approvato dal Consiglio regionale il progetto di legge statale volto a reintrodurre il servizio di leva obbligatorio per tutti i cittadini italiani, per un periodo di otto mesi, fatta salva la possibilità di fare il servizio civile. Al termine dei lavori, il PDLS è stato votato con 30 voti favorevoli, 13 contrari e 2 astenuti. Tanti gli interventi delle diverse forze politiche che si sono succeduti in aula.

“L'articolo 52 della Costituzione prevede l'obbligo della difesa del paese. Noi lo abbiamo declinato, con l'introduzione della possibilità di svolgere il servizio militare o nella protezione civile”: a dirlo è l’assessore regionale alla Protezione Civile, Gianpaolo Bottacin, primo firmatario del progetto statale. “Sono certamente soddisfatto per l’approvazione della proposta legislativa – aggiunge - che rappresenta un momento importante per valorizzare una cultura della solidarietà. Tuttavia rilevo con un po’ di rammarico l’incredibile manovra ostruzionistica da parte del Pd, ovvero proprio da quel partito che quando era al governo aveva proposto di modificare molte parti della Costituzione, ma non di cambiare l'articolo 52 della medesima che quindi, si presumeva, considerasse valido”.

La scelta tra servizio civile o militare, prevista in maniera paritaria per gli uomini e le donne, potrà essere fatta da ciascun soggetto prima dello svolgimento del servizio, da assolversi nel periodo di tempo tra la maggiore età e il compimento dei ventotto anni compatibilmente con il percorso scolastico del cittadino, che non sarà in alcun modo posto in secondo piano. Per la scelta del servizio militare sì potranno valutare le diverse opportunità di ferma in vigore al momento dell’emanazione della presente legge, mentre per quanto riguarda il servizio civile, il cui svolgimento era inizialmente previsto presso le associazioni nazionali o locali accreditate di protezione civile, nel testo finale è stato esteso anche ad altre opzioni civili.

“Sull’aspetto dell’introduzione del servizio civile in generale, chiesto dall’opposizione – precisa Bottacin -, abbiamo espresso il nostro nulla osta anche se, va sottolineato, una preparazione di base nella protezione civile credo sia una cosa doverosa per tutti, oltre che un obbligo previsto dalla nuova legge sulla Protezione Civile e anche dalle norme europee. Ora il testo sarà trasmesso al Parlamento per proseguire il suo percorso – conclude l’assessore - ma posso dire con orgoglio che oggi il Veneto ha messo una prima pietra importante per rinsaldare quel desiderio di appartenenza al gruppo che solo con un esperienza di questo tipo si può affermare”.

Cristina Guarda (AMP), sulla questione ha affermato: “Non dobbiamo mortificare, con l’imposizione dell’obbligatorietà del servizio civile, la libera scelta dei giovani, che vogliono  offrire il proprio tempo e il proprio talento per lo sviluppo della società”.

L’Assessore Corazzari “In base anche alla mia esperienza personale, prestare il servizio militare o civile abitua al rispetto e alla condivisione delle regole, favorendo al contempo il corretto sviluppo della personalità dei giovani”.

Piero Ruzzante (LeU): “Un modello di difesa su base regionale è incostituzionale. Resto contrario all’obbligatorietà, sia che riguardi la Protezione Civile, il servizio civile o quello militare, in quanto è legata a una mentalità coercitiva sbagliata e ormai vetusta. In questa proposta normativa manca un elemento fondamentale, la previsione di una retribuzione per i giovani. E poi, non vedo perché non estendere il provvedimento anche ai cittadini extracomunitari che vivono e lavorano in Italia. Questa proposta presenterebbe, comunque, altri connotati se prevedesse anche la possibilità di momenti formativi per i giovani nel periodo di leva o servizio obbligatorio. Chiedo il ripristino della legge sull’obiezione di coscienza perché non posso essere obbligato a servire la patria con l’uso delle armi”.

Graziano Azzalin (PD): “La vicenda della candidatura alle Olimpiadi del 2026 è emblematica: come è possibile, in assenza di condivisione politica, portare questa proposta normativa all’esame del Parlamento?”.

Antonio Guadagnini (Siamo Veneto): “Sono contrario alla leva obbligatoria in quanto uno Stato liberale non può imporre obblighi ai propri cittadini. Ma se si trattasse di votare un servizio militare o civile regionale, in modo che l’alzabandiera si potesse fare con l’inno veneto e il gonfalone di San Marco, allora sarei in difficoltà e la cosa inizierebbe a farsi interessante”.

Claudio Sinigaglia (PD): “Mai si potrà impostare un modello di difesa su base regionale. Come si farebbe a organizzarlo? Se, ad esempio, il 30% dei ragazzi sceglie il servizio militare, a fronte del 50% dell’anno prima, a livello nazionale sarebbe più facile risolvere gli inevitabili problemi logistici che ne deriverebbero, come spalmare i giovani tra le caserme libere. Il compito del servizio militare è quello di insegnare a sparare, non certo quello di educare e far crescere i giovani; la sicurezza e la difesa militare ora sono cibernetiche e si fanno in altri modi, altro che servizio militare obbligatorio. Propongo di spostare al 2031 l’entrata in vigore della legge per maturare una giusta riflessione. Il Servizio Civile volontario ci sembra la risposta più appropriata da offrire agli Alpini”.

Massimo Giorgetti (FI): “La Minoranza fa solo una manovra ostruzionistica, mentre noi siamo favorevoli a emendamenti migliorativi della proposta normativa. In quest’ottica, fermo restando l’obbligatorietà del servizio militare o civile, in coerenza con il titolo della Legge, appoggiamo la scelta tra tre opzioni, sempre obbligatorie: protezione civile, difesa militare o servizio civile”.

Erika Baldin (M5S): “Con il mio emendamento, volevo ricomprendere, oltre alla Protezione Civile e alla Difesa, alcuni settori, individuati con sentenza della Corte Costituzionale, facendo riferimento all’art 52 della Costituzione, che richiamano al servizio civile universale. Il servizio civile deve coinvolgere gli enti e associazioni senza scopo di lucro, con finalità istituzionali, che lavorano sul territorio”.

Maurizio Conte (Veneto per l’Autonomia): “Propongo di cambiare il termine obbligatorio, previsto tra i 18 e i 28 anni, estendendolo a tutti i maggiorenni fino ai 45 anni, in modo da consentire a quanti non hanno ancora prestato la leva obbligatoria di adempiere a questo obbligo”.

L’Assessore Lanzarin : “Ci siamo impegnati a trovare più fondi, ma oggi ipotizzare cifre e stanziamenti è prematuro. Condividiamo piuttosto i principi portanti di questa legge”.

La seduta del Consiglio regionale continuerà anche oggi, mercoledì 19 settembre. 

 

 

 

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