Sanità
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L'allarme della Cia veneziana sui danni economici del settore agricolo

A rischio migliaia di posti di lavoro ed enormi investimenti in strutture produttive d’avanguardia. “Ancora una volta un allarme sanitario indiscriminato sta gettando sul lastrico l’ortofrutta veneta e nazionale. Quanto sta succedendo (chiusura delle frontiere da parte della Russia, crollo di tutti prezzi) rischia di provocare danni maggiori di Chernobyl”. E’ l’allarme di Pasquale Compagnin, responsabile Settori Produttivi della Cia di Venezia, l’associazione degli agricoltori, in merito al cosiddetto batterio killer.

Afferma Compagnin: “In provincia di Venezia – spiega - poi il comparto ortofrutticolo ha ulteriormente investito in qualità e certificazioni. Le strutture e tecniche colturali, l’uso dell’ acqua a fini irrigui, i metodi di lavorazione e trasporto offrono il massimo delle garanzie. Ma ancora una volta i responsabili istituzionali e politici sono assenti o in forte ritardo: per affrontare l’emergenza non bastano le foto del politico che mangia i cetrioli!.  Dove sono i ministri dell’Agricoltura e della Sanità? Cosa aspetta l’Italia a chiamare in causa la Germania (la maggiore potenza economica europea!) e l’Unione Europea affinché l’Agenzia per la sicurezza alimentare EFSA intervenga immediatamente?”.Secondo la CIA, prima di tutto bisogna individuare la causa del batterio E.coli e delimitare in modo preciso la zona di contaminazione. Poi da parte delle autorità preposte e degli Stati membri, a cominciare dalla Germania, occorre un’assunzione di responsabilità per dare risposte esaurienti sia nei confronti dei consumatori che dei produttori agricoli. “Occorre – aggiunge Compagnin - uscire dall’attuale confusione e garantire un’informazione puntuale e trasparente. In Italia è necessario che si avvii subito un’informazione capillare nei confronti dei consumatori che restano completamente disorientati e rispondono solo riducendo gli acquisti dei prodotti. Occorre che si diano indicazioni chiare anche sull’etichettatura che per il settore dell’ortofrutta deve contenere per legge il luogo di origine del prodotto.
Nello stesso tempo è necessario che si predispongano gli strumenti operativi a sostegno dei produttori agricoli colpiti pesantemente da questa nuova emergenza. Tra questi la possibile dichiarazione dello stato di crisi del settore e l’attivazione della cassa integrazione”.

Paola Vescovi

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