Sanità
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Gli italiani non sono del tutto contenti del servizio sanitario nazionale, l’insoddisfazione sta infatti crescendo dal 21,3% rilevato nel 2015, al 32,2% nel 2017. Questa percentuale sale al 51,3% nelle Regioni del Mezzogiorno.

Risulta in aumento soprattutto il malcontento verso gli ospedali: in un solo anno si è passati dal 22,7% al 30,2% (50,6% al Sud). A rilevarlo il 15° Rapporto annuale ‘Ospedali & Salute/2017’, promosso dall’Associazione italiana ospedalità privata (Aiop). Il peggioramento del trattamento dei pazienti, in particolare nelle strutture ospedaliere pubbliche, viene percepito in crescita, con riferimento agli ultimi 2 anni, passando dal 15,2% del 2015 al 18% del 2017.

Un fenomeno che spesso porta al rimando e/o alla rinuncia a una o più prestazioni sanitarie da parte del caregiver o di altri membri della famiglia interessata: nel 2017, ha preso questa decisione il 26,8% degli aventi bisogno. Rinunce e rimandi già sperimentati dalle stesse persone nei 2 anni precedenti (20% nel 2016 e 16,5% nel 2015).

In questo quadro, il ricorso a ospedali privati accreditati o a cliniche private a pagamento, in alternativa alle strutture pubbliche, risulta essere una decisione che si stabilizza, negli ultimi 3 anni, attorno al 41% dei caregiver per la prima scelta e al 20% per la seconda. Aumenta parallelamente il livello di consapevolezza sull’opportunità di utilizzare ospedali privati accreditati in alternativa a quelli pubblici senza oneri aggiuntivi per gli utenti (dal 35,5% del 2009 al 39,3% del 2017), di rivolgersi a ospedali situati al di fuori della propria regione (da parte di più del 30% dei cittadini intervistati), o addirittura di recarsi in strutture situate in altri Paesi dell’Unione europea (dal 14,1% del 2013 al 18,5% del 2017).



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