Sanità
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Con un convegno dedicato, che si è svolto ieri, 9 gennaio 2018 a Roma, presso il ministero della Salute, la sorveglianza Passi “Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia” , ha festeggiato il suo primo decennale di attività. L’evento, dal titolo “Passi lunghi 10 anni” è stato occasione per un incontro fra diversi soggetti che a vario titolo sono coinvolti nell’azione e nel governo della Sanità, per riflettere sui risultati raggiunti in questo periodo e sulle prospettive di utilizzo e valorizzazione dei dati Passi.

Svolto da Passi anche un rapporto sull’attività fisica e i comportamenti sedentari degli adulti, per l’anno 2016, in Veneto. Nel 2016 il 34% delle persone intervistate in Veneto, tra i 18 e 69 anni, ha dichiarato di avere uno stile di vita attivo. Il 47% pratica attività fisica in quantità inferiore a quanto raccomandato (e quindi catalogato come parzialmente attivo) e il 20% è completamente sedentario. La sedentarietà cresce all’aumentare dell’età ed è più diffusa nelle persone con basso livello d’istruzione, con maggiori difficoltà economiche e tra i cittadini stranieri. In particolare, tra i laureati i sedentari sono il 15% e ben il 29% tra le persone con titolo di studio elementare o inferiore. Lo stile di vita sedentario si associa spesso ad altre condizioni di rischio: è presente nel 31% delle persone con sintomi di depressione, nel 22% dei fumatori, nel 23% degli ipertesi e nel 22% delle persone in eccesso ponderale.

È universalmente accettato in ambito medico che un’adeguata attività fisica, associata ad una corretta alimentazione, possa prevenire il rischio di sovrappeso nei bambini, il rapporto svela le percentuali di attività fisica e di comportamenti sedentari dei bambini di 8-9 anni in Veneto, indagine compiuta OKkio alla SALUTE, sempre per l’anno 2016 . La crescente disponibilità di televisori e videogiochi, insieme con i profondi cambiamenti nella composizione e nella cultura della famiglia, ha contribuito ad aumentare il numero di ore trascorse in attività sedentarie, quando è invece consigliato che i bambini facciano attività fisica moderata o intensa ogni giorno per almeno 1 ora. Questa attività non deve essere necessariamente continua ed include tutte le attività motorie quotidiane. Evidenze scientifiche mostrano che la diminuzione del tempo di esposizione alla televisione da parte dei bambini è associata ad una riduzione del rischio di sovrappeso e dell’obesità a causa prevalentemente del mancato introito di calorie legato ai cibi assunti durante tali momenti.

In Veneto nel 2016, il 14% dei bambini risulta “non attivo” ovvero non ha svolto attività motoria a scuola e/o attività sportiva strutturata e/o ha giocato all’aperto nel pomeriggio il giorno precedente la rilevazione. Il 46% dei bambini ha fatto attività motoria strutturata il giorno precedente l’indagine. Il 20% ha la TV nella propria camera, il 33% guarda la TV e/o gioca con i videogiochi (attività sedentarie) più di 2 ore al giorno e solo 1 bambino su 4 si reca a scuola a piedi o in bicicletta. A livello nazionale nel 2016 il 18% dei bambini non ha svolto attività fisica il giorno precedente all’indagine, il 44% ha la tv nella propria camera, il 41% guarda la tv e/o gioca con i videogiochi più di due ore al giorno e solo un bambino su 4 si reca a scuola a piedi o in bicicletta. In Veneto, secondo i genitori, il 42% dei bambini svolge un’ora di attività fisica per due giorni la settimana, il 17% neanche per un giorno e solo il 2% da 5 a 7 giorni. All’interno del gruppo dei bambini attivi, il 64% delle madri ritiene che il proprio figlio svolga sufficiente attività fisica e il 5% molta attività fisica.

Presi in considerazione dal rapporto anche l’attività fisica e i comportamenti sedentari negli adolescenti ( fascia d’età 11-13-15 anni). La partecipazione ad attività motorie, ricreative e sportive, al contrario di televisione e computer, rappresenta, tra i comportamenti messi in atto dai ragazzi, una tra le risorse più importanti. Per rilevare il tempo dedicato all’attività fisica svolta dai ragazzi, il protocollo della sorveglianza HBSC utilizza la domanda “negli ultimi 7 giorni, quanti giorni hai fatto attività fisica per un totale di almeno 60 minuti al giorno?”. L’andamento degli adolescenti veneti, secondo i dati HBSC 2014, è in linea con la tendenza evidenziata in letteratura secondo cui in adolescenza l’attività fisica diminuisce rispetto alle età preadolescenziali e infantili . Nello specifico, gli 11enni che svolgono almeno un’ora di attività fisica per 5 o più giorni a settimana sono il 38%, tale percentuale diminuisce nei 13enni (29,5%) per arrivare al 24% dei 15enni. In tutte le età considerate risulta che i ragazzi sono più attivi delle loro coetanee. La percentuale di ragazzi e ragazze che svolgono almeno un’ora di attività fisica per 5 o più giorni a settimana è in aumento rispetto alla scorsa rilevazione per quanto riguarda gli 11enni e i 15enni, mentre rimane stabile per i 13enni e i dati veneti risultano essere in linea con i dati nazionali. Le linee guida internazionali raccomandano di non superare le due ore al giorno a guardare lo schermo (TV, videogiochi, computer, internet).

In Veneto gli 11enni che durante i giorni di scuola passano più di due ore al giorno davanti alla TV sono il 20%, mentre i 13enni sono il 26% e gli 11enni il 24%. Nel fine settimana queste percentuali salgono rispettivamente a 35%, 44% e 38%. La percentuale di ragazzi che gioca per più di due ore al giorno con PC, tablet e smartphone durante i giorni di scuola è pari al 14% negli 11 enni, 21% nei 13enni e 17% nei 15enni, la percentuale sale rispettivamente a 23%, 33% e 24% durante il fine settimana. L’uso di PC, tablet e smartphone per giocare è più diffuso nei tredicenni e tra i ragazzi rispetto alle ragazze.

La Sorveglianza PASSI “Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia” si caratterizza come una sorveglianza in sanità pubblica che raccoglie costantemente informazioni sul profilo di salute della popolazione italiana tra i 18 e i 69 anni, sui fattori di rischio comportamentali legati all’insorgenza delle malattie croniche e sul grado di conoscenza e adesione ai programmi di intervento che il Paese sta realizzando per la prevenzione delle malattie e e la promozione della salute. Promosso dal Ministero della Salute e dal CCM, condotto dai Dipartimenti di Prevenzione delle ASL, coordinate dalle Regioni con il supporto tecnico scientifico dell'Istituto Superiore di Sanità, PASSI, a 10 anni dal suo avvio, rappresenta uno strumento strategico in tutti gli ambiti in cui entrano in gioco la definizione e la valutazione delle politiche di prevenzione e promozione della salute.

 

 

 

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