Sanità
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La maggior parte degli asmatici italiani si “autolimitano” piuttosto che assumere correttamente le terapie prescritte dal medico. Quasi un paziente su 5, ossia il 18%, secondo un'indagine condotta da Doxa per conto di GlaxoSmithKline addotta trucchi dribbla-cure. E anche tra quelli che i farmaci li prendono, dilaga una "steroidofobia" che in molti casi li spinge a rinunciare alla parte antinfiammatoria del trattamento, perché «il cortisone fa paura».

A riferirlo è Francesco Blasi, ordinario di Malattie respiratorie all'università degli Studi di Milano, che pone l'accento sui pericoli della mancata aderenza terapeutica: «Più riacutizzazioni e un maggior costo, sia economico per il sistema sanitario e per la società, sia per la salute del paziente in termini di qualità della vita e rischio di ricoveri in ospedale». Tra gli asmatici ai quali viene indicata una terapia inalatoria, «appena un paziente su 8 è ancora in trattamento dopo un anno; gli altri 7 l'hanno interrotta» riferisce Alberto Papi, ordinario di Malattie respiratorie all'università degli Studi di Ferrara. Addirittura, aggiunge, «un mese dopo essere uscito dall'ospedale continua a curarsi soltanto il 30%». Il 70% invece ha smesso prima: «Sta meglio e dice basta, proprio come succede con gli antibiotici» conferma Blasi.

Il problema, fotografato anche dalla nuova ricerca (il 96% degli asmatici si dice «sotto controllo» pur ammettendo sintomi seri nel 40% dei casi), è che «a pochi piace sentirsi malato e ancora meno definirsi o essere visto come tale» ragiona Papi «Ed ecco allora che scatta lo stratagemma, il meccanismo dell'adattamento e dell'autolimitazione: se una cosa non riesco a farla, semplicemente non la faccio oppure la faccio diversamente e vado avanti lo stesso».

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