Sanità
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Sospensione temporanea in Veneto della moratoria per i vaccini e richiesta che venga portato al Consiglio di Stato il quesito sollevato riguardo ai tempi di applicazione per le iscrizioni dei non vaccinati da zero a sei anni negli asili nido e scuole di infanzia. E’ quanto annunciato oggi dal governatore del Veneto Luca Zaia che ha ricevuto una lettera del direttore generale della sanità veneta, Domenico Mantoan, che comunica la sospensione della moratoria ma che allo stesso tempo ribadisce "l'interpretazione" data dal Veneto. La parola ora passa al Consiglio di Stato.

Mantoan ha scritto una lettera a Zaia nella quale "conferma la sua posizione" riguardo all'interpretazione della legge sul fronte della possibilità "di fare un moratoria fino al 2019 per i bambini dai zero ai sei anni già iscritti agli asili o scuole d'infanzia privi di vaccinazione, interpretazione non condivisa dal ministero" ma comunica allo stesso tempo la sospensione della moratoria. Se lo stesso Zaia aveva dichiarato nuovamente in questi giorni come “l'obbligo causa abbandono, e noi non vogliamo che il nostro lavoro di 10 anni venga buttato via per scelte di un Governo che penalizza la miglior sanità d'Italia, quella con coperture vaccinali più alti della media nazionale. Che sia possibile applicare la Legge Lorenzin dal 2019, lo dice la Legge stessa, basta vedere l'articolo 3. Se il Governo crede che noi abbiamo letto male, ci dica in cosa sbagliamo. Altrimenti noi difendiamo il modello Veneto di informazione e non di coercizione, che funziona, ripeto, da 10 anni, perché da noi l'obbligo vaccinale è caduto nel lontano 2007”, dopo il subbuglio di questi giorni, la lettera delle ministre Lorenzin e Fedeli, arrivata a Zaia il 6 settembre, e il possibile commissariamento, il Veneto ha deciso oggi di sospendere la moratoria e rimettere nelle mani del Consiglio di Stato il tutto.

"Mi ha comunicato(Mantoan) – ha affermato Zaia - di sospendere temporaneamente con decisione autonoma, come peraltro avvenuto nella formulazione del decreto; di confermare l'interpretazione autentica della legge e di chiedere che l'amministrazione regionale si possa attivare per un parere autorevole rispetto a questo contenzioso. Pertanto - sottolinea Zaia - alla comunicazione fatta da Mantoan sulla sospensione confermo che chiediamo che venga inoltrato il quesito direttamente al Consiglio di Stato, istituzione deputata a dare una interpretazione autentica per Regione e ministero del testo di legge".

"Risultano imbarazzanti le polemiche alle quali abbiamo assistito. Il Veneto ha sempre confermato la sua posizione a favore dei vaccini e a difesa del suo modello, unico in Italia, che si basa sulla non obbligatorietà e il dialogo con le famiglie". Lo rileva il governatore del Veneto, Luca Zaia, in merito alla querelle sui vaccini, ricordando che è un modello "condiviso da altri 15 Paesi europei, tra i quali Germania, Spagna e Gran Bretagna".

"Inoltre ricordo - evidenzia il governatore- che proprio noi come Regione Veneto in tempi non sospetti, nel novembre 2016, abbiamo approvato un provvedimento per la scuola per i bimbi da zero a sei anni che impone che in ogni classe ci sia almeno il 95% dei bambini vaccinati. le polemiche alle quali abbiamo assistito sono alimentate da una scarsa conoscenza del tema".

"Voglio inoltre ricordare - conclude Zaia - che i bimbi da zero a sei anni già iscritti e privi di vaccinazione, in virtù delle direttive ministeriali a supporto della legge, per il tramite dell'Istituto dell'autocertificazione potranno comunque essere ammessi agli asili nido e scuole d'infanzia. E' la dimostrazione che tutte le dichiarazioni fatte da molte persone erano prive di una conoscenza delle norme. Ricordo, sempre a quelli che ci hanno dato degli untori, che i ragazzi dai sei ai 16 anni interessati dalla scuola dell'obbligo in base a questa legge devono frequentare anche se privi di vaccinazione perché a loro è garantito l'obbligo scolastico. Un'altra dimostrazione che molti prima di parlare dovrebbero stare zitti".

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