Sanità
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Lo studio dell’Università di Padova, diretto dal prof. Carlo Foresta, su 300 pazienti durato 10 anni dimostra che i pazienti affetti da disfunzione erettile hanno un rischio tre volte più elevato per malattie mortali collegate all’infarto e all’ictus. Se ne è parlato nel corso del congresso nazionale di Medicina della Riproduzione, che da 32 anni si svolge ad Abano Terme, dove i maggiori esperti nazionali si sono incontrati anche per discutere le linee guida condivise di comportamento su queste tematiche.

Le patologie cardiovascolari e la disfunzione erettile sono legate da meccanismi comuni e spesso il sintomo sessuale precede le manifestazioni cliniche cardiache asintomatiche che, se non individuate precocemente, possono indurre eventi anche mortali” spiega il professor Carlo Foresta.

La disfunzione erettile interessa un uomo su tre e spesso il significato clinico di questo sintomo viene trascurato sia dal paziente che dal medico. In realtà, la difficoltà ad avere e mantenere un’erezione valida per i rapporti sessuali non è un sintomo da ignorare e non si può dare la colpa solo all’età che avanza. Molto spesso questo sintomo è espressione di patologie importanti, quali l’ipertensione, il diabete, l’aterosclerosi, le cardiopatie e l’obesità. Il meccanismo che porta all’erezione non è altro che un fenomeno vascolare e quindi le cause più frequenti di disfunzione erettile sono le stesse delle patologie cardiovascolari più gravi, quali infarto e ictus. Ma ancora più importante è che la disfunzione erettile spesso è il primo segno premonitore di queste patologie che interessano anche il sistema cardiovascolare e può precedere il loro sviluppo anche di diversi anni.

Uno studio appena concluso del gruppo di ricerca coordinato dal Prof. Carlo Foresta dell’Università di Padova ha dimostrato che addirittura la mortalità è più elevata nei pazienti che avevano la disfunzione erettile. I ricercatori hanno identificato i pazienti con disfunzione erettile per cause vascolari attraverso lo studio delle arterie cavernose del pene e poi hanno seguito più di 300 pazienti per 10 anni per verificare l’insorgenza di malattie cardiovascolare. Non solo la probabilità di eventi cardiovascolari, ma anche la mortalità a seguito di infarti e ictus è risultata più alta quando la disfunzione erettile era causata da danni vascolari. Il rischio di mortalità infatti è circa tre volte più alto nei pazienti con disfunzione erettile su base vascolare rispetto ai pazienti in cui lo studio dei vasi che servono per l’erezione era risultato normale.

Questo studio dimostra chiaramente che i pazienti con disfunzione erettile devono seguire un iter diagnostico specialistico per mettere in evidenza fattori di rischio cardiovascolari e per studiare a fondo l’albero vascolare. La disfunzione erettile diventa perciò un sintomo sentinella di malattie cardiovascolari non noti e può precedere di molti anni eventi cardiovascolari anche fatali” – spiega il Prof. Carlo Foresta. “Non è un sintomo da trascurare o da trattare soltanto con farmaci che ripristinano la capacità erettiva, ma il paziente con disfunzione erettile, su base vascolare, deve essere seguito nel tempo dall’andrologo e dal cardiologo. Minimizzare questo sintomo o prendere qualche pillola senza aver eseguito un approfondito studio diagnostico è un grave errore”.

 

 

 

 

 

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