Sanità
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E’ stato approvato l'11 gennaio in seconda lettura dal Senato – ora deve tornare alla Camera - il Disegno di legge sulla responsabilità professionale del personale medico che, dopo anni di discussioni, segna una svolta sul contenzioso medico legale e sui costi della medicina difensiva.

Durante l'iter che ha portato il disegno di legge verso la sua approvazione non è mancata la voce di Cittadinanzattiva-Tribunale dei Diritti del Malato, intervenuta più volte a livello nazionale, e direttamente con il promotore del disegno di legge Federico Gelli, Deputato e Responsabile Sanità del PD, per tutelare i diritti dei cittadini.

Cittadinanzattiva-TDM tramite il suo coordinatore nazionale Tonino Aceti, fin dall'inizio ha contestato un punto su tutti: invertire l’onere della prova penalizza il cittadino. Pur riconoscendo che la legge interviene positivamente su molti aspetti -che per anni non erano stati riformati-, con l'approvazione del DDL sarà onere del cittadino/paziente dimostrare un eventuale danno subito a seguito di un intervento sanitario. Fino ad oggi, invece, è stato il medico direttamente a dover “provare” la propria non colpevolezza a seguito di una denuncia da parte del paziente.

Abbiamo chiesto a Giuseppe Cicciù, segretario regionale del Veneto di Cittadinanzattiva-TDM, in che modo invertire l’onere della prova a carico del cittadino può penalizzarlo.

Cittadinanzattiva-TDM è sostanzialmente favorevole o no a questa Legge? 

“Pur essendo favorevoli a questo Disegno di Legge nel suo impianto complessivo, riteniamo oggi, come peraltro facciamo da un anno e mezzo a questa parte, che potevano esserci delle variazioni a favore del cittadino. Variazioni che più volte abbiamo esposto a livello nazionale e direttamente al relatore Gelli, come nell'ultima occasione dell'incontro al PiT Salute a Roma”.

Perché questo DDL sulla responsabilità professionale?

“Il punto chiave di questa Legge è salvaguardare lo spreco legato alla medicina difensiva, il cui aumento è strettamente legato, ovviamente, al calo del legame fiduciario. Questo fattore è cresciuto, soprattutto negli ultimi anni, perché c'è stato un distacco. Da parte dei medici, non per colpa loro, questo è avvenuto poiché la professione è stata incentrata molto sull'aspetto amministrativo e burocratico. Quando crolla il rapporto di fiducia tra paziente e medico si innescano molte più situazioni legate alle 'rivendicazioni' e così siamo arrivati al punto di dover intervenire”.

Qual è il punto debole del Disegno di Legge?

“Di questa Legge, se verrà approvata così com'è come ormai ci si aspetta, noi abbiamo sottolineato un difetto, ma non siamo stati ascoltati. Si tratta dell'inversione dell'onere della prova. Infatti, pur non privando il cittadino di un risarcimento in caso di danno accertato e, aggiungo io, davvero evidente da parte di un intervento medico (che anzi obbligando le Aziende sanitarie ad assicurasi viene maggiormente garantito) da oggi in poi spetterà al paziente dimostrare il danno che ha subito”.

Perché questo risulterà dannoso per i cittadini?

“Riteniamo questa decisone dannosa poiché sarà molto difficile, se non in casi molto evidenti quali possono essere le dimenticanze di strumenti della sala operatoria all'interno del paziente, che un normale cittadino, senza nessuna competenza tecnica, possa dimostrare il danno subito tramite le cartelle cliniche scritte dagli stessi medici "presi in causa" (anche se il rilascio delle stesse avverrà con una tempistica accelerata ad una settimana). Come farà un cittadino a dimostrare di essere stato danneggiato? La parola del paziente vale sempre di meno, esso si trova proprio per la sua condizione di paziente in una circostanza di inferiore conoscenza sull'accaduto. Detto questo, sottolineo anche che non siamo noi di Cittadinanzattiva ad aver appesantito, con le nostre segnalazioni e con le nostre “battaglie”, gli oneri delle Aziende sanitarie, ma piuttosto tutte quelle associazioni collaterali al problema, come può essere quella degli avvocati”.

Cosa cambierà, invece, per il medico?

“Si spera davvero che con questa Legge, visto che va a definire la responsabilità professionale del personale medico e non del cittadino, il medico si senta più responsabile. Questo dovrebbe accadere visto che si sentirà più tutelato, non essendo più il professionista direttamente a rispondere, ma l'Azienda in solido. Ovviamente l'importante è che il personale medico si attenga ai protocolli internazionali e nazionali delle procedure mediche, così sarà più facile dimostrare il suo agire corretto”.

Non farete più nulla perché si riveda, prima dell'approvazione definitiva alla Camera, l'inversione dell'onere della prova?

“Ci abbiamo già provato, ma vedremo cosa possiamo fare ancora presso la Camera dei Deputati per intervenire su questo punto della Legge che mette il cittadino in una posizione davvero difficile. Se ancora non verremo ascoltati non ci resta che stare a vedere gli effetti che produrrà questa inversione”.

Oltre ai punti già presi in causa, il Disegno di Legge sulla responsabilità professionale introdurrà: l'obbligo di assicurazione per tutte le strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private; che il soggetto danneggiato possa agire anche direttamente nei confronti dell'impresa di assicurazione che presta la copertura assicurativa all'Azienda; l'istituzione di Centri regionali per la gestione del rischio sanitario e un Osservatorio nazionale sulla sicurezza nella sanità'; che ospedali e Asl dovranno fornire la documentazione sanitaria al paziente al massimo entro sette giorni dalla richiesta; che l'operatore sanitario non sia più punibile dal punto di vista penale se si è attenuto a buone pratiche o alle raccomandazioni delle linee guida (queste non saranno elaborate solo dalle Società' scientifiche, ma anche da enti e istituzioni e associazioni tecnico-scientifiche); l'istituzione di un fondo di garanzia nazionale che tuteli i cittadini danneggiati nel caso in cui l'assicurazione chiamata a risarcire il danno sia insolvente.

A sottolineare invece la complessiva positività di quanto previsto dal DDL è intervenuta Beatrice Lorenzin, ministro della Salute, dichiarando che il provvedimento "garantisce da un lato il diritto del cittadino ad essere risarcito in caso di errore medico e dall'altro tutela maggiormente i professionisti della sanità riducendo il ricorso alla medicina difensiva"

Anche Federico Gelli, promotore del DDL, rimarca gli aspetti positivi, sottolineando che "vengono implementati tutti quei meccanismi a garanzia del diritto al risarcimento ed alla trasparenza per i cittadini danneggiati da un errore sanitario e, al contempo, aumenteranno le tutele per i professionisti che potranno così tornare a svolgere con serenità il proprio lavoro, nell'esclusivo interesse dei pazienti, e senza dover ricorrere alla cosiddetta medicina difensiva per tutelarsi. In questo modo, si potranno risparmiare anche ingenti cifre per il Sistema sanitario nazionale".

 

 

 

 

 

 

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