Sanità
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Il Consiglio dei Ministri ha deciso oggi di non impugnare la legge regionale nr. 19 del 25 ottobre 2016, meglio nota come la “riforma della sanità veneta”, che istituisce l’Azienda Zero per il governo della sanità della Regione e riduce da ventuno a nove le Ullss.

“E’ stata riconosciuta la bontà di una legge che incarna un nuovo concetto di sanità. Altre Regioni stanno lavorando in questo senso e noi facciamo da apripista. Ora avanti tutta, il primo gennaio si parte. I catastrofisti che per mesi ci hanno accusato di voler affossare la sanità veneta, dicendosi certi che il Governo avrebbe impugnato la legge, hanno di che riflettere”. Questo il commento del Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, che continua sottolineando che “il Governo ha così riconosciuto anche la correttezza formale del provvedimento, il che significa che le cose sono state fatte davvero al meglio”.

Sugli esiti del Consiglio dei Ministri arriva anche il commento dell’Assessore alla Sanità del Veneto Luca Coletto: “la correttezza e il rigore istituzionale con cui è stata portata avanti la riforma, che era ed è una pietra miliare della legislatura fin dalla presentazione del Programma del Presidente Zaia, hanno pagato. Era giusto così, alla faccia di chi sperava nel contrario”.

“Su questa riforma, pensata esclusivamente per sostenere il futuro virtuoso del nostro sistema sanitario nell’interesse della gente – aggiunge Coletto – per mesi e mesi si è detto tutto e il contrario di tutto. Portarla avanti non è stato facile, e non sarà facile realizzarla. Ora però abbiamo anche giuridicamente tutte le carte in regola per passare all’azione, cosa che in realtà stiamo già facendo”.

“E’ già nominato ed è al lavoro il Commissario dell’Azienda Zero – ricorda Coletto – e nei giorni scorsi abbiamo sottoscritto un accordo sindacale, che ritengo fondamentale, che coinvolge in pieno i lavoratori del comparto e riserva, per il loro contributo alla riorganizzazione, 13,5 milioni di euro dei circa 90 che contiamo di risparmiare dalla burocrazia, riversandoli sulle cure, sui macchinari e sul personale”.

“Zero tagli, anzi nuovi supporti a cure, innovazione tecnologica e lavoratori – conclude Coletto – sono la parola d’ordine sulla base della quale ci muoviamo”.

 

 

 

 

 

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