Sanità
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Gli episodi di superamento del valore limite giornaliero di PM10 sono stati registrati per almeno 7 giorni consecutivi nelle stazioni di riferimento del Veneto. La situazione, secondo quanto rivela l’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale - Arpav, è critica e persistente in tutto il territorio a causa dell’aumento dell'alta pressione sull’area mediterranea che ha portato condizioni di tempo stabile senza precipitazioni e venti significativi e con forti inversioni termiche.

Queste condizioni meteorologiche hanno determinato il ristagno di inquinanti e di umidità nei bassi livelli dell’atmosfera; al tempo stesso, nelle aree maggiormente interessate da nebbie e foschie persistenti, si è avuta una parziale e temporanea rimozione delle polveri sottili grazie alla deposizione umida. La situazione, secondo Arpav, rimarrà critica “almeno fino a giovedì 15 dicembre” a causa dell’alta pressione con tempo stabile.

“Da oltre 10 giorni – si legge nella nota di Arpav- un vasto campo di alta pressione staziona sull'Europa centrale. Tale configurazione barica ha determinato condizioni di tempo stabile senza precipitazioni e venti significativi, con forti inversioni termiche, che quasi sempre state presenti anche durante il giorno. La persistenza dell'anticiclone non ha permesso agli inquinanti di disperdersi. Tuttavia da lunedì 12 dicembre un parziale indebolimento dell'anticiclone ha portato a una lieve attenuazione dell'inversione termica che, assieme alla deposizione umida operata dalle nebbie, ha favorito un leggero calo delle concentrazioni di PM10”.

Nei prossimi giorni non sono dunque sono previste precipitazioni sul Veneto e fino a giovedì 15 prevarranno ancora condizioni anticicloniche tali da favorire il ristagno delle polveri sottili, parzialmente contenuto dalla deposizione umida, che specie nelle zone rurali, potrebbe risultare un efficiente fenomeno nell'abbattimento delle concentrazioni di PM10. In seguito il lento spostamento verso ovest dell'area anticiclonica determinerà per venerdì 16 un aumento della ventilazione dai quadranti orientali che favorirà un aumento del rimescolamento dell'atmosfera e la riduzione delle concentrazioni di polveri sottili.

La situazione di persistente superamento del valore limite giornaliero di PM10 e, quindi, il particolato atmosferico rappresenta soprattutto un problema per la salute. Le categorie della popolazione più a rischio sono i bambini, gli anziani e le persone affette da malattie croniche dell’apparato respiratorio e circolatorio, in generale più vulnerabili agli effetti dell’inquinamento. Sono inoltre a rischio le persone che passano molte ore all’aperto facendo attività fisica o lavori pesanti. Durante l’attività fisica, infatti, le polveri sottili penetrano più profondamente nell’apparato respiratorio. L’esposizione al particolato atmosferico diventa tanto più importante quanto più intensa è l’attività fisica che si sta svolgendo. Inoltre, Arpav sottolinea che si deve tenere conto che durante la giornata la concentrazione del particolato atmosferico non è costante, con valori minimi nelle ore centrali della giornata e valori massimi dalle prime ore della sera alle prime ore del mattino. I livelli degli inquinanti atmosferici in generale sono più bassi lontano dalle sorgenti emissive (strade, impianti produttivi ecc.), per tale motivo durante la stagione fredda è preferibile concentrare le attività all’aria aperta alle prime ore del pomeriggio e distante dai bordi delle strade, aerare le abitazioni in tarda mattinata o nel primo pomeriggio, evitando di lasciare aperte per lungo tempo le finestre la mattina presto o in serata.

Arpav invita i cittadini ad adottare anche delle ulteriori buone abitudini al fine di ridurre il più possibile le emissioni in situazione di criticità. Risulta dunque utile ridurre l’uso dei veicoli a motore privati utilizzandoli solo per gli spostamenti strettamente necessari, preferendo forme alternative di mobilità più sostenibile (trasporto pubblico, spostamenti in bicicletta e a piedi), specialmente nelle brevi tratte; spegnere i motori dei veicoli merci durante le fasi di carico/scarico e degli autoveicoli per soste prolungate in corrispondenza di passaggi a livello e di particolari impianti semaforici; ridurre le ore di funzionamento degli impianti di riscaldamento domestico, disattivandolo in assenza di persone; ridurre la temperatura massima nei locali;limitare al massimo l’utilizzo di stufe e caminetti alimentati a biomasse (legna, cippato, pellet ecc.) se, nell’edificio, sono presenti altri sistemi di riscaldamento meno inquinanti (metano); nel caso di utilizzo di apparecchi a legna minimizzare le emissioni derivanti dalla combustione, attraverso l’utilizzo consapevole dell’impianto: bruciare solo legna secca, non bruciare altri materiali, verificare l’efficace e corretta conduzione della combustione affinché sia la più completa possibile. Verificare la pulizia delle canne fumarie delle stufe e l’esecuzione della manutenzione degli impianti termici; non bruciare sfalci, potature ed altri residui agricoli: all’aperto le condizioni di combustione non ottimali provocano, ancora di più, la formazione di polveri e altri composti tossici come il benzo(a)pirene.

Per maggiori dettagli sulle stazioni di riferimento e sui livelli di criticità si rinvia alla pagina: http://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/aria/informazione-al-pubblico-sui-livelli-di-pm10.

 

 

 

 

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