Sanità
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donna_abbronzaturaLunedì 16 maggio previste visite e incontri informativi in tutta Italia

L'abbronzatura, nei giovani e non solo, è sempre di moda. Bisogna, però, fare attenzione a non eccedere: esposizioni frequenti e prolungate e scottature sono i maggiori responsabili dei tumori alla pelle. Un fenomeno in crescente aumento ma curabile, se diagnosticato in tempo. Proprio per prevenire questa patologia, il 16 maggio si svolgerà l' “Euromelanoma Day”, la giornata europea del Melanoma: i dermatologi dei principali centri dermatologici italiani saranno a disposizione per fornire gratuitamente informazioni ed eseguire visite di screening.

La campagna, qui in Italia, è organizzata da SIDeMaST - Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse - e in Veneto aderiranno all'iniziativa la Clinica Dermatologica dell'ospedale di Padova e dell'Università degli Studi di Verona. Per prenotare è necessario chiamare il centro aderente o il numero verde 800591309. In occasione di questa iniziativa, sono stati resi noti anche i dati raccolti tra i partecipanti all’edizione 2010 della Giornata, che fotografa il rapporto degli italiani con l’abbronzatura. Stando ai risultati dei 1085 questionari compilati, solo un italiano su tre si fa controllare i nei periodicamente e la metà utilizza poco (il 31,4 per cento) o addirittura mai (il 21,8 per cento) le creme solari, indispensabili sotto il sole. Per quanto riguarda l’utilizzo delle lampade solari, il 70,7 per cento dei partecipanti, con età media di 44 anni, ha dichiarato di non essersi mai sottoposto a lampade e il 19,9 per cento di farne fino a 20 in un anno. Solo l’1,6 per cento ha ammesso di fare più di 20 sedute annuali ai solarium, frequentati soprattutto dalle donne. Inoltre, secondo i dati dell'AIRTUM (Associazione Italiana Registro Tumori), nel nostro paese ogni anno si registrano 14,3 nuovi casi di melanoma ogni 100 mila uomini e 13,6 casi ogni 100 mila donne, mentre secondo i dati ISTAT del 2006, il melanoma cutaneo ha causato 943 decessi all'anno nella popolazione maschile e 635 in quella femminile.

Margherita De Nadai

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