Sanità
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“La Lega è andata in tilt e ha preferito rinviare la ripresa dei lavori in consiglio regionale per nascondere le sempre più evidenti spaccature interne: Zaia non riesce più a tenere uniti i propri colonnelli e ognuno va per conto suo”. Questo quanto riferito dal capogruppo Alessandra Moretti e dai consiglieri regionali del Pd Sinigaglia, Fracasso, Zottis.

 

I consiglieri si riferiscono, in particolare, a quanto successo il primo settembre quando sarebbe dovuta riprendere la discussione in giunta: “nonostante il pomeriggio trascorso con i suoi consiglieri – si legge in una nota diffusa dai quattro esponenti del Pd - Zaia non è riuscito a dettare la linea, bloccato dai veti ora dell’assessore Coletto, ora della capogruppo Rizzotto, ora del capogruppo Finco. Sia chiaro a tutti, non è l’opposizione, né tantomeno è il Partito Democratico a non volere le Ulss di Bassano, o del Veneto Orientale, bensì sono l’assessore Coletto, la capogruppo della Lista Zaia Rizzotto e il presidente della V Commissione Boron che stanno optando per le Ulss provinciali. Ognuno si prenda le sue responsabilità”.

Secondo la nota dei consiglieri “Il Pd respinge al mittente lo ‘scaricabarile’ della Lega Nord per quanto riguarda l’impasse in Consiglio regionale, alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva, sull’accorpamento delle Ulss. Il problema è tutto interno alla maggioranza e in particolare al Carroccio. Anche l’arrivo a Palazzo Ferro Fini del presidente Zaia è stato un fallimento ed ha solo sottolineato la sua incapacità di ricomporre i cocci. Finco minaccia le dimissioni per Bassano e si lancia a difesa del suo territorio perché l’altra capogruppo, Rizzotto, capisca. Infatti Finco sa benissimo che se la scelta fosse quella delle Ulss di 4/500.000 abitanti o delle aree tematiche, mare- lago-pedemontana, l’opposizione tutta sarebbe pronta ad accoglierla!”.

Sulla questione è intervenuto ieri anche Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico che, alla vigilia della ripresa dei lavori che dovrebbe avvenire domani, in una nota, sottolinea come “la sanità deve garantire risposte uguali per tutti i cittadini del Veneto, quindi, se la maggioranza vuole mantenere due Ulss per Venezia e Vicenza, lo stesso deve accadere anche per Treviso, Padova e Verona”.

“La maggioranza a trazione leghista è in totale confusione e, come al solito, si chiama fuori da ogni responsabilità accusando l’opposizione. Ma sono loro al governo e loro devono indicare i criteri, senza nascondersi. La nostra posizione è chiara: se l’opzione è quella delle aree ‘tematiche’ (mare-lago-pedemontana, ecc.) o del bacino di abitanti (ad esempio 400mila per Ulss) siamo pronti a discutere, sulla base, però, di dati oggettivi, a sostegno di una o dell’altra ipotesi. La maggioranza invece sta portando avanti un disegno diverso, con scelte di tipo politico per puri interessi elettorali ‘di parrocchia’ e non legate ai servizi da garantire, in maniera omogenea, a tutto il territorio. Ed è proprio questa la ragione per cui i leghisti non trovano l’accordo, paralizzando l’attività consiliare. Mi chiedo cosa sta facendo Zaia in questo momento: la maggioranza è già senza una guida politica nonostante il presidente sia stato eletto da poco più di un anno”.

 

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