Sanità
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“Il modello sociosanitario veneto continuerà a vivere con l’istituzione dell’Azienda zero. E’ un punto di forza della nostra Regione che non intendiamo affatto cancellare, ma anzi mantenere e rafforzare contestualmente alla riorganizzazione degli ambiti territoriali delle Ulss e dell’istituzione dell’azienda ‘zero’”.

E’ quanto sottolinea l’assessore al sociale della Regione Veneto Manuela Lanzarin, dopo l’approvazione da parte dell’assemblea veneta del ‘nuovo’ articolo 16 del progetto di legge 23, riformulato ex novo dopo il serrato confronto tra maggioranza e opposizione in materia di programmazione dei servizi sociali. Con lo ‘sblocco’ dell’articolo 16 l’aula ha iniziato a normare gli aspetti di rilevanza sociale nella ridefinizione della governance e delle dimensioni aziendali della sanità veneta.

“La difesa della territorialità dei servizi sociali e dell’integrazione tra sociale e sanità era un impegno che avevo assunto sin dall’inizio del percorso del Pdl 23 – sottolinea l’assessore Lanzarin – e il lavoro fatto insieme in Consiglio in queste settimane ci ha consentito di raggiungere l’obiettivo prefissato, rispettando le richieste espresse dagli amministratori del territorio. Le attuali conferenze dei sindaci, articolate nei bacini territoriali delle attuali Ulss, continueranno a vivere, cambieranno solo nome: diventeranno ‘comitati dei sindaci’, uno per ogni ‘distretto’ (il bacino delle attuali Ulss) e avranno il compito di elaborare e approvare i ‘piani di zona’, cioè di programmare la dotazione e l’organizzazione dei servizi sociali nel territorio, in collaborazione con l’azienda sanitaria di competenza e i medici di medicina generale”.

I ‘distretti’, cioè le ex Ulss – fa notare l’assessore - avranno ciascuno una ‘unità operativa per il sociale’, che garantirà tutta la gamma dei servizi per infanzia, adolescenza, famiglia, consultori, disabilità, non autosufficienza, e sarà retta da un ‘coordinatore sociale’. I coordinatori sociali dei diversi ‘distretti’ faranno capo alla figura del direttore dei servizi sociali delle future Ulss provinciali .

“La riorganizzazione degli ambiti territoriali delle aziende sanitarie non intaccherà l’autonomia organizzativa dei singoli ‘distretti’ – sottolinea ancora Manuela Lanzarin – ma aiuterà l’armonizzazione e l’omogeneizzazione tra servizi, prestazioni e costi, favorendo – nel rispetto delle identità e delle esigenze dei singoli territori – i modelli organizzativi più efficaci”.

“Ringrazio tutte le forze politiche presenti in Consiglio, gli amministratori del territorio, gli operatori del sociale e del privato sociale – conclude Lanzarin – perché il confronto costruttivo di queste settimane ci ha consentito di valorizzare il meglio del modello organizzativo sociosanitario veneto e di aggiornarlo, garantendo il rispetto delle identità territoriali, la ‘filiera corta’ tra amministratori e assistiti, e il patrimonio di esperienze e di competenze sociali che caratterizza il sistema sanitario veneto”.

Soddisfazione anche tra i banchi del Partito Democratico nel corso della seduta del 3 agosto sul Pdl 23, durante la quale è arrivata l’approvazione di uno degli articoli fondamentali della riforma sanitaria, dopo lunghe trattative tra minoranza e maggioranza nei primi giorni della settimana. Il Gruppo consiliare del Partito Democratico, sottolinea come con la riscrittura dell'articolo 16 venga recuperata la centralità dei territori.

“Con gli emendamenti all’articolo 16 siamo riusciti a recuperare il ruolo delle Conferenze dei sindaci, del sociale, del direttore del sociale, inopinatamente eliminato da Zaia nella prima stesura del Pdl n. 23, dei distretti e dei Piani di zona. Era il risultato che volevamo: è stata messa in sicurezza la parte relativa all’integrazione socio sanitaria, che caratterizza il modello veneto. Adesso potremo passare con meno preoccupazioni all’articolo 12 sulla riorganizzazione delle Ulss”.

“Questa riscrittura - sottolinea il gruppo consiliare democratico - è una delle modifiche più profonde e significative rispetto al progetto originale presentato dalla Giunta, perché l’articolo 16 è il cuore della riforma del sociale. Il Comitato dei sindaci di distretto rappresenta quella che è stata finora la Conferenza dei sindaci, con il ruolo della programmazione del sociale nel territorio, l’approvazione del bilancio per la parte sociale, la stesura e attuazione del Piano di zona che programma i servizi territoriali. Ci sarà in più un coordinatore del sociale in ogni Distretto ex Ulss con il compito di collaborare con il direttore del sociale nel rapporto con i sindaci per l’attivazione dei Piani di zona. In questi giorni abbiamo lavorato per colmare una lacuna che c’era nell’impianto della legge e ci siamo riusciti. Altro che ostruzionismo: siamo determinati e costruttivi”.

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