Sanità
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La salute della donna costituisce un tema prioritario per il Ministero della Salute, ed è punto fondamentale dell'impegno del Ministro Lorenzin, con il pieno appoggio del premier Renzi. In quest'ottica è stata istituita, con Direttiva PCM 11 giugno 2015, la “Giornata Nazionale dedicata alla Salute della donna”, che si celebrerà ogni 22 aprile. Una data significativa, poiché ricorre il compleanno di una donna italiana, neurologa e scienziata libera e lungimirante, che ha rappresentato l'eccellenza della medicina in tutto il mondo: Rita Levi Montalcini che, tra i numerosi riconoscimenti, nel 1986 è stata Premio Nobel per la Medicina.

L'obiettivo della Giornata Nazionale è quello di informare e sensibilizzare le donne alla prevenzione e alla cura di sé in ogni fase della vita, tenendo alta l'attenzione sullo sviluppo della cura di genere, fondamentale per affrontare le patologie specifiche che colpiscono le donne. Per questo sono state studiate anche le “open week”, attraverso le quali vengono offerte servizi gratuiti - visite, esami, consulti - negli ospedali, nelle strutture pubbliche e private e ora anche nelle medicine convenzionate per consentire ad un'utenza sempre più ampia, e omogenea nel territorio nazionale, la giusta attenzione su salute e prevenzione.

In tutto il Veneto si sono svolte numerose iniziative ed è in quest'ambito che si è inserita anche l’iniziativa gratuita promossa da Salute per il Veneto Srl, in collaborazione con Nordestnet (provider Ecm), con il patrocinio dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Padova, l'Onda (osservatorio nazionale sulla salute della donna), l'Azienda Ulss 16 Padova e il Comune di Padova.

L'iniziativa per celebrare la prima “Giornata Nazionale dedicata alla Salute della Donna” si è svolta a Padova attraverso un Convegno- Corso Ecm, rivolto a medici chirurgi di tutte le discipline, che hanno approfondito i temi della salute della donna nelle varie fasi della vita fertile, esponendo le buone pratiche di tutela della salute della donna, il suo coinvolgimento, l'equità degli accessi alle prestazioni necessarie. Per l'occasione si sono riuniti numerosi ginecologi, medici di famiglia, angiologi e radiologi, dato che le tematiche trattate interessavano le varie professioni.

Uno dei focus del convegno ha richiamato l'attenzione sulla “Salute della donna e del bambino”, tema sempre molto discusso e delicato poiché, nonostante le molte informazioni diffuse, c'è ancora tanto da fare per arrivare ad un livello di consapevolezza alto che permetta alle donne di vivere la gravidanza in sicurezza.

A illustrare le linee guida per la salute della donna e del bambino è intervenuto il dottor Gianfranco Jorizzo, responsabile del servizio di Medicina prenatale presso ULSS 16 e coordinatore nazionale Comitato Percorso Nascita del Ministero della Salute che, nella sua relazione, in linea con l'impegno del Ministero ha sottolineato quanto sia importante agire sugli stili di vita, prima che sulle eventuali patologie. Investire, dunque, su stili di vita sani è il primo e importante messaggio che si vuole far arrivare, perché bisogna evitare di sviluppare le patologie più frequenti, sia durante la gravidanza, che nella fase dell'allattamento che poi durante tutta la vita fertile della donna, prevenendo.

Sono stati presentati nell'occasione tre importanti progetti ministeriali: “Pensiamoci prima”, “Genitori più” e “Guadagnare salute”; messi in atto per migliorare la competenza della donna, che deve saper scegliere da sola e saper controllare il proprio stato di salute.

Il dott. Jorizzo ha riferito, inoltre, che “nonostante siano sessant'anni che si parla di prevenzione e di buone pratiche, ancora ci sono delle lacune da colmare attraverso l'informazione. Ne ho avuto conferma attraverso un video dell'Istituto Luce fornitomi dal Ministero, che risale al 1951, dove vengono mostrati i consigli medici che venivano dati alle giovani spose. Già allora veniva informata la donna che per la sua salute, anche in previsione di una gravidanza, doveva eliminare fumo, alcol, adottare un'alimentazione sana e variegata e fare gli esami; punti fondamentali sui quali ci troviamo ad insistere ancora oggi”.

Un esempio di questa necessità di continuare ad informare riguarda l'acido folico, “lo dovrebbero assumere tutte le donne, è una nozione risaputa, ma da una recente indagine fatta in Regione Veneto su 10 coppie adulte, adeguatamente informate sull'importanza dell'assunzione dello stesso anche in pre-gravidanza, è emerso che solo 1 su 10 lo assumerà. Eppure è risaputo che dà benefici al feto, riduce il rischio di spina bifida e cardiopatie congenite, perciò ne deduco che la popolazione italiana è ancora troppo disinformata/disinteressata e va incontro a rischi che potrebbe evitare. Gli obiettivi di salute sono sempre gli stessi, sta a noi medici e al Ministero della Salute, dunque, continuare a diffondere informazioni per ridurre questa tendenza alla non consapevolezza”.

È stata data anche una buona notizia, il dott. Jorizzo, infatti, ha annunciato l'apertura del Servizio di Medicina Prenatale della Ulss 16 che finalmente a Padova offre gratuitamente alle donne in attesa le ecografie del Primo, Secondo e Terzo Trimestre e la diagnosi prenatale invasiva con la villocentesi e la amniocentesi. Un'importante integrazione tra ospedale e territorio, dunque, che aiuta in modo concreto la salute della donna e del bambino.

Il Convegno, non ha trascurato l'importante tema della “Diagnosi tempestiva dei Tumori della Mammella” in donne presunte sane, aprendo la discussione alle metodologie attuate e quelle attuabili/sostenibili in rapporto alle attuali conoscenze ed alle disponibilità del territorio. Il prof Cosimo di Maggio, professore ordinario di Radiologia della nostra Università, ha ricordato, fornendo esaustive giustificazioni, tre importanti punti:

1- il test di base per la diagnosi tempestiva del tumore della mammella è la mammografia, indipendentemente dall’età della donna; l’ecografia resta invece test integrativo e non sostitutivo. 2- Lo screening mammografico, i cui vantaggi sono stati ormai dimostrati da anni, è da ritenersi ancora oggi un obiettivo da raggiungere ma la sua metodologia attuativa deve essere aggiornata introducendo il controllo mammografico annuale e l’ecografia di routine nelle donne con mammelle “radiologicamente dense”, allargando la fascia di età delle donne invitate (dai 45 ai 75), insistendo sulla indispensabile comunicazione preliminare dei vantaggi/svantaggi: le donne hanno diritto ad una scelta consapevole. 3- Deliberazione della Giunta Regionale n. 760 del 14 maggio 2015: viene riconfermata l’attuale metodologia attuativa dello screening (invariata dal 1963) con l’aggiunta del divieto di esecuzione di test preventivi (mammografia/ecografia) in regime di convenzione al di fuori del programma di screening, a meno che non ci siano sintomi specifici di tumore in atto.

“È una decisione che annulla 50 anni di sforzi mirati a diffondere nel territorio l’educazione alla salute ed alla prevenzione”, ha sottolineato il prof. Di Maggio che, anticipando l’alzata di scudi da parte delle Istituzioni, ha illustrato i risultati ottenuti nei 3 anni di applicazione di uno screening mammografico modulato, personalizzato, ottimizzato ed attuato nella ULSS 16 di Padova con intelligente integrazione pubblico privato: 32000 donne controllate hanno permesso di dimostrare che le innovazione proposte sono ampiamente fattibili e sostenibili e permettono anche risparmi economici.

Il prof. Cosimo di Maggio ho concluso il suo intervento con un messaggio di conforto e di sostegno al prof. Donato Nitti (direttore Clinica Chirurgia dell'Azienda Ospedaliera di Padova) che pian piano vedrà sfumare tutti gli sforzi compiuti negli anni per offrire alle donne una chirurgia sempre meno invasiva e maggiori possibilità di guarigione.

In questo contesto si inserisce un'altra problematica che riguarda il Ddl sull'appropriatezza prescrittiva (o per meglio dire l'interpretazione del decreto ministeriale), che elimina o riduce di molto la prescrizione di screening e altri esami. I medici di famiglia sono impegnati a seguire le linee guida di appropriatezza in modo troppo restrittivo e non sempre questa prassi corrisponde ai livelli LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), poiché ci sono esami altamente indicati, anche per le donne in gravidanza, che non rientrano nei servizi gratuiti. Le donne si devono pagare questi accertamenti e molto spesso per questa ragione non vengono eseguiti.

Proprio per aiutare a risolvere le lacune, che mettono in pericolo la salute delle donne, durante il Convegno è stata avanzata una proposta, una probabile soluzione, che si basa anche su esperienze di altre realtà territoriali dove viene applicata.

Per la Citologia cervico-vaginale -Pap-test - è emerso che Padova risulta fanalino di coda della Regione Veneto: le donne del territorio padovano aderiscono a quest'esame fondamentale meno di tutte le altre in regione, si parla di un 30% circa. Vista la bassissima adesione all'esame, con l'appoggio tra gli altri della dott.ssa Antonella Agnello (presidente Ageo, consigliere OMCeO di Padova), è stato proposto che anche i Pap-test che vengono fatti presso le strutture convenzionate, rientrino nel “contenitore” screening e perciò le pazienti ne possano usufruire in modo gratuito. Rafforzando così anche la fiducia delle donne verso le strutture che offrono questi servizi nel territorio e l'importante interazione tra pubblico e privato.

Al convengo hanno partecipato come responsabili scientifici: il dottor Fabio Verlato (direttore dei Distretti dell'Azienda Ulss 16 Padova), il dottor Gianfranco Jorizzo, (responsabile servizio di Medicina prenatale ULSS 16, coordinatore nazionale Comitato Percorso Nascita del Ministero della Salute) e il dottor Giuseppe Giuseppe Caraccio, specialità in medicina fisica e riabilitazione e direttore sanitario del Gruppo Veneto Diagnostica e Riabilitazione. Gli interventi e i dibattiti sono stati condotti da: professor Giovanni Battista Nardelli (direttore Clinica Ostetricia e Ginecologia dell'Azienda Ospedaliera di Padova), dott.ssa Antonella Agnello (presidente Ageo, consigliere OMCeO di Padova), professor Donato Nitti (direttore Clinica Chirurgia dell'Azienda Ospedaliera di Padova). Come ospiti sono intervenuti: dott.ssa Vera Sodero (assessore politiche sociale del Comune di Padova), dottor Gino Gumirato (direttore servizi sociali Azienda Ulss 16 Padova), professore Giampietro Vecchiato (presidente Rete Salute per il Veneto), dottor Marco Vecchietti (consigliere delegato Rbm Salute), dottor Massimiliano Di Mambro (Previmedical).

 

 

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