Sanità
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È stata presentata al Ministero della Salute un'indagine su 150 persone colpite dalla malattia che ha rilevato quanto la comunicazione sia un’arma efficace contro il cancro. Infatti, il 78% dei pazienti giudica positivamente il dialogo con il proprio oncologo (per il 41% è ottimo e per il 37% è buono).

Una relazione di fiducia che ha chiare conseguenze, visto che il 68% dei malati ha acquisito maggiore consapevolezza su temi che spaziano dalle terapie, alla gestione dei disturbi legati alla neoplasia, alla riabilitazione fino allo stress e al disagio psicologico. E per l’83% il cancro oggi fa meno paura grazie a terapie sempre più efficaci.

Ma non tutte le barriere sono state superate, infatti il 64% ritiene di essere discriminato e che vi sia ancora uno stigma (a livello sociale e lavorativo) nei confronti delle persone colpite dal cancro. E la scrittura può aiutare a sconfiggere questi pregiudizi, fino a rappresentare una vera e propria terapia per l’81% dei malati.

“Sempre più pazienti – spiega il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM – manifestano la necessità di conoscere le storie di chi ha vissuto in prima persona la stessa esperienza. Dobbiamo utilizzare tutti gli strumenti perché questi cittadini siano consapevoli di dover affrontare una battaglia difficile ma da cui possono uscire vincitori. Oggi infatti il 60% delle persone colpite si lascia la malattia alle spalle e armi sempre più efficaci consentono di allungare la sopravvivenza e di cronicizzare la malattia. Ad esempio l’immuno-oncologia, grazie al suo meccanismo d’azione innovativo, stimola il sistema immunitario e ferma la malattia per un lungo periodo”.

Più della metà dei pazienti (57%) ha dichiarato di aver letto un racconto sull’esperienza di malattia scritto in prima persona e diagnosi e terapie sono gli argomenti che suscitano maggiore interesse.

“La narrazione – sottolinea il prof. Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) - è lo strumento fondamentale per acquisire, comprendere ed integrare i diversi punti di vista di quanti intervengono nella malattia e nel processo di cura”.

“L’oncologo – continua il prof. Pinto - deve sempre più tenere in considerazione le esigenze della persona assistita e dei familiari. Il dialogo medico-paziente è parte fondamentale della terapia ed è nostro compito ricercare il difficile equilibrio fra comunicazione della diagnosi e del percorso di cura, rispetto delle decisioni del paziente e assunzione della migliore decisione terapeutica, che consideri le volontà e le aspettative per la vita di ogni cittadino. Il giorno in cui una persona scopre di avere il cancro non è più un giorno ‘qualunque’, ma apre una nuova fase perché cambia ‘diversamente’ il valore attribuito alla vita e al futuro. Preoccupa però lo stigma che ancora circonda tutte le persone colpite, a 360 gradi. Clinici, cittadini e Istituzioni devono impegnarsi per eliminare l’impronta negativa ancora legata a questa malattia”.

Su queste basi prende forza l'iniziativa congiunta di AIOM e ANSA che hanno presentato “Si può vincere”, una nuova rubrica del canale Salute&Benessere di ansa.it che rivela l'importanza della medicina narrativa. Una rubrica dedicata alle storie di tutti quei pazienti affetti da malattie oncologiche che hanno combattuto e vinto la loro più grande battaglia.

“Una rubrica di servizio – sottolinea il Direttore dell’Ansa, Luigi Contu - e al servizio di quanti con la loro storia possono essere di aiuto agli altri pazienti, venendo incontro al bisogno crescente dei lettori di trovare notizie rigorose, accurate, tempestive ma anche di sostegno e appoggio agli altri”. “Il Web – prosegue Contu - è la casa naturale per accogliere testimonianze e storie. L’obiettivo è raccontarle con rispetto, senza sensazionalismi. Offrendo però uno spazio per comprendere e approfondire, grazie alla collaborazione già solida con grandi medici esperti e con le società scientifiche come l’AIOM, subito pronta a sostenere questo nostro progetto, con grande spirito di collaborazione e disponibilità. L’Ansa – spiega Contu – ha un dovere di informazione primaria e certificata a cui non deve mai abdicare, muovendosi con spirito di servizio e con la volontà di informare per migliorare la qualità della vita”.

 

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