Sanità
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Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, da sempre impegnata come movimento di partecipazione civica per la tutela dei diritti dei cittadini, ha presentato una nota sulle “Disposizioni in materia di responsabilità professionale del personale sanitario” alla Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica, con la quale intende contribuire al dibattito in ordine alla riforma del regime della responsabilità professionale del personale sanitario.

L'obiettivo è quello di evidenziare alcuni aspetti critici del Disegno di Legge - oggetto di discussione del 10 marzo 2016- che così approvato potrebbe tradursi in conseguenze fortemente pregiudizievoli per le persone all’esercizio dei propri diritti (in particolare, e non solo, il diritto al risarcimento del danno) e avanzare proposte di modifica al Legislatore, auspicandosi che siano recepiti ed attuati ai fini di garantire l’effettività dell’esercizio dei diritti stessi per garantire il reale equilibrio tra medico e paziente.

Alla base, una battaglia da sempre combattuta da Cittadinanzattiva-TDM: al cittadino devono essere garantiti la qualità e sicurezza delle cure, nonché il giusto ristoro per il danno subito, diritti proclamati nella Carta Europea dei diritti del malato.

Portavoce di quanto presentato nella nota al Senato è Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva.

“Oggi in Senato abbiamo proposto misure concrete per dare più centralità ai diritti del malato, assicurare più trasparenza e sicurezza al SSN, nonché più certezza nell'accesso al risarcimento per chi ha subito un danno. In particolare abbiamo chiesto che l’inversione dell’onere della prova, ossia la misura che prevede che sia il cittadino e non più il personale sanitario a provare la responsabilità, vada controbilanciata prevedendo che il DDL entri in vigore solo dopo l’adozione del Fascicolo Sanitario Elettronico e che il rilascio della cartella clinica sia contestuale alle dimissioni e non,come accade oggi, anche dopo 120 giorni. Così i cittadini avranno almeno degli strumenti in più per poter provare l'eventuale danno subito, tra cui i sistemi di video registrazione di cui abbiamo proposto l'installazione in tutte le sale operatorie".

“Ma non basta – continua Aceti - abbiamo proposto che ci sia certezza di pagamento del risarcimento anche nei casi di autoassicurazione, chiedendo che il Fondo di Garanzia agisca in questi casi, per evitare che anche quando il giudice ha emesso una sentenza a favore del cittadino questi non riesca ad avere il risarcimento economico che gli spetta. E ancora che questo Fondo copra anche i danni da infezioni ospedaliere, che oggi sono raramente risarciti ma che invece causano problemi non irrilevanti a chi le contrae. Abbiamo proposto un sistema di controllo e vigilanza sui contratti assicurativi e sulle auto-assicurazioni delle strutture; che i tempi per una pratica di risarcimento siano certi e più brevi, per metter fine alle attese medie di 4 anni. Abbiamo chiesto inoltre che i costi per il cittadino siano meno ingenti, proponendo che quelli per il tentativo obbligatorio di conciliazione siano divisi tra le parti. Infine abbiamo scritto emendamenti per dare più trasparenza e sicurezza al SSN, chiedendo che la prevenzione e la gestione del rischio siano obiettivi per la valutazione dei Direttori generali e che la Carta dei Servizi e il sito web delle strutture sanitarie pubblichino in modo chiaro e accessibile i dati del Piano nazionale esiti".

"Questo è il pacchetto di modifiche necessarie - conclude Aceti - per dare alcune risposte ai problemi che esistono oggi e per garantire un maggiore equilibrio tra serenità del personale sanitario e quella dei cittadini. Ci aspettiamo che il Senato faccia la sua parte per recepirle.”

 

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