Sanità
Typography

Nel 2015 il numero di nuovi nati in Italia ha toccato il suo minimo storico dall’Unità d’Italia in poi, con un calo di quasi il 3% rispetto all’anno precedente (15.000 nati in meno).

Il 2015 è il 5° anno consecutivo di riduzione della fecondità che ora è giunto a 1.35 figli per donna, lontani dal 2.2 che rappresenta il numero minimo di nati per donna necessario al mantenimento della popolazione. La riduzione delle nascite può essere correlata a numerosi fattori e sicuramente quelli socio-economici sono tra i più importanti. Tuttavia numerosi dati sperimentali riportano una riduzione del potenziale di fertilità dell’uomo documentata soprattutto nei paesi occidentali.

Queste segnalazioni includono una recente osservazione delle modificazioni dei liquidi seminali dei donatori delle banche del seme dei centri CECOS in Francia valutata nell’arco di 34 anni. E stata riportata infatti una importante riduzione della conta spermatica da 443 a 300 milioni.

Presso l’Unità di Andrologia e Medicina della Riproduzione dell’Azienda Ospedale-Università di Padova, diretta dal Prof. Carlo Foresta Professore di Endocrinologia all’Università di Padova, è stata confrontata la concentrazione media di spermatozoi di tutti i pazienti che si sono rivolti al centro dal 2000 al 2015 (circa 3.000 indagini all’anno) ed è stata confermata anche nel nostro territorio una riduzione della produzione di spermatozoi di circa il 15% in 15 anni.

Gli stili di vita e l’inquinamento ambientale possono essere tra i responsabili di questa diminuzione e tra questi, il centro ha considerato l’effetto delle variazioni della temperatura ambientale. Negli ultimi anni, fonti ufficiali hanno riportato un incremento medio significativo della temperatura in Italia (di oltre un grado), con estati sempre più lunghe e sempre più torride.

La temperatura influenza negativamente la produzione di spermatozoi e i testicoli sono normalmente al di fuori della cavità addominale perché in quella sede la temperatura è di circa 2 gradi più bassa rispetto alla temperatura intra-corporea. Nei casi in cui i testicoli risiedono nell’addome a causa di patologie dovute ad alterata discesa degli stessi alla nascita, l’aumentata temperatura testicolare induce una riduzione del numero e della qualità spermatica fino alla completa assenza di spermatozoi (azoospermia).

L’influenza dei cambiamenti climatici sulla spermatogenesi è stata recentemente riportata dagli studiosi dell’Università di Cambridge, i quali hanno documentato che nei giorni in cui la temperatura media supera i 27 gradi si determina una riduzione della fertilità con significativa riduzione dei nati nei 9 mesi successivi in quel territorio.

I risultati dell’ ARPAV Dipartimento regionale per la Sicurezza del Territorio - Servizio Meteorologico, hanno documentato che negli ultimi 10 anni è incrementato il numero di giorni in cui la temperatura media è superiore a 27 gradi, raggiungendo nella sede di misurazione di Legnaro (PD), ben 22 giorni con temperatura media superiore a 22 gradi centigradi e il 22 luglio 2015 è stata registrata una temperatura media superiore a 27 gradi.

I ricercatori dell’Unità di Andrologia e Medicina della Riproduzione dell’Azienda Ospedale-Università di Padova coordinati dal Prof. Carlo Foresta, hanno individuato nei testicoli umani la presenza di un gene recettore (TRPV1) che si attiva con l’aumento della temperatura, e quando l’attivazione è importante induce il blocco della formazione della di spermatozoi.

Questi studi sono stati effettuati su giovani che frequentavano con ritmi cadenzati 2 volte la settimana le saune. La produzione di spermatozoi di questi soggetti dopo 3 mesi si riduce drasticamente con evidente accentuazione dell’espressione del gene recettore, attivato dalla temperatura elevata. Dopo 6 mesi dalla sospensione delle saune, si ripristina la normale spermatogenesi.

I ricercatori hanno valutato il coinvolgimento di questo meccanismo di alterazione della spermatogenesi in altre situazioni cliniche che si manifestano spesso con infertilità e che possono essere associate ad un aumento della temperatura come ad esempio il varicocele e l’obesità. La misurazione della temperatura testicolare in queste condizioni cliniche ha documentato un danno della produzione spermatica correlato all’aumento della temperatura ed al gene recettore attivato dalla temperatura.

Ad Abano Terme dal 25 al 27 febbraio, al XXXI Convegno di Medicina della Riproduzione curato dai proff. Carlo Foresta e Andrea Lenzi, che vedrà tra gli altri ospiti il Nobel Filippo Giorgi, esperto di modellistica climatica, responsabile della sezione di Fisica della Terra al Centro di fisica Teorica di Trieste si discuterà dei problemi legati alle influenze climatiche nella riproduzione umana.

 

Questo sito utilizza cookie di profilazione, eventualmente anche di terze parti. Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più consulta la cookie policy.
x