Sanità
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È attiva da oggi la Residenza per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza – REMS- , collocata provvisoriamente presso l'ex Ospedale Stellini di Nogara (Verona). La REMS definitiva troverà posto all’interno di un fabbricato di nuova costruzione, che sarà completato entro fine 2017, sempre nel lotto dello Stellini e sarà dotato di 40 posti letto.

 

La Residenza costituita da 16 posti letto che ospiterà pazienti infermi di mente autori di reato, per la gran parte provenienti dalla struttura di Reggio Emilia, anche se realizzata in tempi brevi e in via provvisoria è dotata di tutte le necessarie caratteristiche di efficienza e sicurezza.

“Sin da oggi – garantisce l'assessore regionale alla Sanità Coletto – sono garantiti i migliori standard sia dal punto di vista strutturale che da quello della sicurezza, interna ed esterna. E’ attivo un sistema di videosorveglianza con 40 telecamere che coprono l’intera struttura e un servizio di vigilanza privata sarà presente h24 all’esterno e negli spazi limitrofi”.

Lo staff di assistenza è composto da medici psichiatri, psicologi criminologi, educatori professionali, terapisti della riabilitazione, infermieri, operatori socio sanitari ed assistenti sociali. Il team sarà coordinato da un responsabile psichiatra esperto.

Con la chiusura degli Ospedali Psichiatrici, che già erano nati negli anni '70 in sostituzione dei Manicomi Criminali, si è resa necessaria l'attivazione delle REMS poiché continua ad esserci la possibilità dell'applicazione di misure di sicurezza detentive, presenti nel Codice Penale, per le persone inferme di mente che hanno commesso reati.

La possibilità di detenzione di persone inferme di mente in strutture adeguate, sia dal punto di vista sanitario che di sicurezza, ci riporta ad una problematica sociale e ad un recente fatto di cronaca avvenuto a Mestre (Venezia) .

Il caso è quello di Riccardo Torta, attualmente in stato di fermo nel carcere di Venezia per aver assassinato la sua vicina di casa Nelly Pagnussat. Per ora Torta, che aveva già ucciso un finanziere a Venezia nel 1973 scontando 16 anni di carcere, è un detenuto normale, poiché dichiarato capace di intendere e di volere dal giudice delle indagini preliminari al momento del delitto.

La possibilità che il giudice ravvisasse una infermità mentale tale da rendere incompatibile la detenzione dell'accusato in carcere era, e resta, però da vagliare dal momento che Torta è un paziente psichiatrico. Assistito dall'Ulss 12 dove ha passato anche un breve periodo di ricovero, e dove aveva avuto l'ultima visita con i medici qualche giorno prima del delitto. Non è da escludere perciò che sarà richiesta una perizia psichiatrica che accerti il reale stato di salute al momento del delitto, e soprattutto l'eventuale pericolosità sociale del soggetto.

Nel caso si ravvisasse per l'omicida una patologia psichiatrica che ha influito nell'atto delittuoso e che ne determinasse un giudizio di pericolosità sociale (recidiva) , si potrebbe pervenire da parte delle autorità competenti all'applicazione di una misura di sicurezza di ricovero in Ospedale Psichiatrico giudiziario, ora sostituite dalle REMS.

Il superamento degli Ospedali Psichiatrici è pervenuto da più sentenze della Corte Costituzionale, mantenendo comunque la necessità di far fronte a soggetti pericolosi socialmente, applicando misure di sicurezza in strutture di esclusiva gestione sanitaria con scopo rieducativo.

Queste misure di detenzione per seminfermi e infermi di mente, anche in via provvisoria, devono essere applicate solo qualora non fossero adeguate altre misure detentive e accertando la pericolosità in base alle qualità soggettive della persona.

Si attendono quindi sviluppi sul caso che accertino la connessione tra l'atto delittuoso e l'eventuale accertamento della patologia psichiatrica del Torta.

 

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