Sanità
Typography

Con l'uscita del libro "Giulia verso la vita indipendente", torniamo a parlare di disabilità e di percorsi di autonomia

In occasione della presentazione del libro “Giulia verso la vita indipendente”, scritto dalla protagonista Giulia Pertile e curato da Martina Benvenuti, storia di una giovane donna con sindrome di Down che racconta i percorsi di autonomia possibile quando si realizza una rete solidale di affetti, relazioni e collaborazione tra famiglie, associazioni e istituzioni pubbliche, torniamo a parlare di disabilità.

Ad aiutarci è Pietro Martire che, raccontando la sua quotidianità, svela quali sono i limiti che si incontrano non essendo normo-dotati e come si potrebbe migliorare la situazione.

Pietro da diversi anni si muove in sedia a rotelle a seguito di un incidente durante una partita di calcio. Pur non nascondendo le difficoltà che ha dovuto, e dovrà, affrontare ha preso in mano la sua nuova vita e ha deciso di combattere una sfida quotidiana con se stesso e con ciò che lo circonda. Ha fondato un'associazione che si occupa dei problemi di chi vive la sua situazione “Oltre il muro”, partecipa a numerose iniziative e da qualche anno lavora per la Regione.

La sua prima sfida l'affronta al mattino quando per vestirsi in autonomia deve ricorrere ad un metodo che ha perfezionato giorno per giorno in base alle sue capacità motorie. Poi, con l'ausilio della sua carrozzina, affronta la colazione che da quando ha potuto costruirsi una casa adatta alla sua situazione è molto più facile prepararsi.

Prima dell'incidente Pietro lavorava come tecnico informatico, dopo quattro anni nei quali non ha lavorato, ha partecipato ad un concorso per le categorie protette, che ha vinto, e ha un posto come dipendente pubblico presso la Direzione Sistemi Informativi della Regione Veneto.

“Sono stato fortunato a trovare questo posto di lavoro. Non credo mi sarei adattato a mansioni minori solo perché ho dei limiti fisici. Qui continuo ad usare il computer , visto che sono tecnico informatico, e la struttura dove sono, che si trova a Marghera, non presenta barriere architettoniche”.Il suo posto di lavoro Pietro lo raggiunge in macchina. Una macchina che è stata adattata alla sua condizione fisica, con un suo investimento: “perché muovendomi con i mezzi pubblici non sarei mai riuscito a fare la vita indipendente che faccio ora. Gli autobus sono dotati delle pedane per disabili ma in un mezzo su tre che ho provato a prendere non funzionava. Basterebbe fare una piccola manutenzione costante della pedana. Perché se un giorno mi si rompe l'auto e devo poter raggiungere il lavoro con i mezzi, non mi sembra nulla si straordinario, visto che le pedane ci sono, renderle anche utilizzabili”.

Ma al dì là delle barriere architettoniche con le quali i disabili devo fare i conti, “e nel resto d'Europa il problema è meno importante che qui”, Pietro Martire ci spiega che per chi vive una situazione come o simile alla sua, c'è una sfida quotidiana anche dal punto di vista economico.

Infatti “sono più i limiti che l'ambiente che ci circonda mi pone che quelli che mi pongo io. Io affronto tutto, voglio sbatterci la testa prima di dire che qualcosa non è alla mia portata. Ad esempio, con l'aiuto della famiglia e degli amici che è sempre fondamentale, io continuo a praticare ed insegnare sport . Per quanto mi riguarda vedo il bicchiere mezzo pieno, anche perché ho la fortuna di poterlo fare, ma non tutti sono come me. Il punto è che le comunità e la politica dovrebbero aiutare tutti i diversamente abili ad avere meno barriere fisiche e mentali. Ci sarebbe bisogno che venissero passati più ausili, perché la parte economica che grava su noi e le nostre famiglie è ancora troppo onerosa, non tutti possono sostenerla e quindi rendere la propria vita migliore. Lo Stato e le Regioni dovrebbero venirci incontro, la vita dei disabili è già complicata, quindi se intervenissero per sgravarci di alcuni aspetti sarebbe molto meglio. L'aiuto maggiore, infatti, ci arriva dalle Associazioni, ma a volte basterebbe davvero poco, considerando i singoli casi, offrire un aiuto”.

La presentazione del libro “Giulia verso la vita indipendente”, avverrà alla presenza dell'assessore regionale al Sociale Manuela Lanzarin Mercoledì 20 gennaio a palazzo Moroni (in sala Paladin, ore 17.30) sede del Comune di Padova.

I diritti d’autore del libro saranno devoluti al progetto “Casa mia” dell’Anffas di Padova.

 

Questo sito utilizza cookie di profilazione, eventualmente anche di terze parti. Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più consulta la cookie policy.
x