Sanità
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E' la soluzione, proposta dalla Uil Medici Padova, per ripianare il buco della sanità veneta

Gli evasori fiscali devono pagarsi anche i servizi essenziali di cura sanitaria. Per loro va introdotto un ulteriore ticket. E' la proposta provocatoria di Alfio Capizzi, segretario della Uil Medici Padova, per trovare i 130 milioni di euro, che il libro bianco della sanità avrebbe messo in evidenza, quale disavanzo per la principale voce di spesa del bilancio regionale. Dato che il sistema sanitario italiano si fonda sul concetto di assistenza primaria gratuita a tutti , chi non paga le tasse non ne avrebbe diritto. Gratuità e universalità dell'assistenza primaria sono pagate da tutti i cittadini, attraverso le imposte. "Il nostro Ssn ( Servizio Sanitario Nazionale), peraltro uno dei più efficienti nel panorama mondiale, garantisce a TUTTI- sottolinea Capizzi- l'accesso a procedure e cure, indipendentemente dal reddito, classe ed estrazione sociale. Il nostro Ssn si basa sulla tassazione diretta: in sostanza il finanziamento dello stesso e' costituzionalmente legato alle imposte cui tutti i cittadini sono tenuti.

Da questa premessa ne deriva che chiunque evada le tasse si rende colpevole anche di una truffa ai danni del Ssn (reato amministrativo) con gravi conseguenze però anche all'efficienza dello stesso Ssn, che deve garantire comunque prestazioni anche a queste persone. La proposta che rivoluzionerebbe questo meccanismo perverso, a livello regionale, potrebbe essere quella di creare un registro degli evasori fiscali (in sinergia con la Guardia di Finanza) e proporre di far applicare una tariffa aggiuntiva (ticket) anche per i LEA (livelli essenziali di assistenza) che sarebbero gratuiti, nei confronti degli evasori."

Un'idea inusuale, tanto più,  che nessuna finanziaria prevede di destinare alcun fondo recuperato dalla lotta all'evasione fiscale, al comparto sanitario che si basa interamente sulla tassazione mediante imposte sul reddito

Antonella Prigioni

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