Sanità
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MEDICORichieste nuove modalità di controllo per le verifiche La polemica sull'assenza dal lavoro di una grande percentuale di vigili urbani di Roma nella notte di capodanno, e soprattutto i suoi lunghissimi strascichi, ha portato la Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) a elaborare un documento in cui puntualizza alcuni aspetti.

"Le certificazioni – afferma la nota - non possono essere rilasciate al telefono, nemmeno per diagnosi riconducibili a lievi malesseri soggettivi, che l'assistito può facilmente accentuare, quando non interamente simulare, in assenza di possibilità reali di verifica.

Un certificato può essere falso ed esporre il medico ai pesanti rigori della legge e della disciplina ordinistica, ma può anche essere semplicemente erroneo, in assoluta buona fede, come può verificarsi nel caso di certificazione di malesseri mal definibili, ma potenzialmente a rischio per alcune categorie di lavoratori (la cefalea o l'insonnia riferite dal pilota d'aereo).

In questi casi non si può dimostrare né che il certificato sia vero, né che sia erroneo, né che sia falso, sembra paradossale ma è così.

Non a caso la quasi totalità dei procedimenti sia penali che ordinistici sono stati fondati su falsità formalmente evidenti, quali certificazioni rilasciate a pazienti che si trovavano all'estero o in carcere.

La normativa legata alla certificazione di malattia è stata creata fondamentalmente per rendere più complesso e dissuasivo il percorso per il potenziale assenteista.

Purtroppo, rischiando di complicare la vita agli onesti senza incidere sul comportamento dei disonesti, si è scaricato il problema sui medici di famiglia, che, ricordiamolo, gestiscono quotidianamente con i propri pazienti un delicato e continuativo rapporto di fiducia".

Il punto pare proprio questo: dovendo (e non si sa perché, dato che poi le cose non cambiano) trovare un "colpevole" su cui scaricare la responsabilità, si risale il più possibile a ritroso. Fimmg invece suggerisce di individuare altre soluzioni, che da tempo afferma di caldeggiare: "E' necessario per prima cosa ripristinare il sistema dei controlli, istituendo un centro unico presso l'Inps. Da tempo, infatti, in conseguenza del taglio di risorse nel bilancio dell'Inps e delle Pubbliche Amministrazioni, che utilizzano invece come controllori le Asl, l'attività di controllo si è quasi azzerata. Più volte la Fimmg ha segnalato questo problema, chiedendo il "Polo Unico della Medicina di Controllo".

Ma il controllo da parte di un medico terzo, esperto in tale attività, pur rappresentando deterrente, non basta, la vera soluzione deve passare quasi esclusivamente dalla revisione dei contratti del pubblico impiego e del settore privato, con l'introduzione di adeguate penalizzazioni per le assenze brevi e non motivate da patologie importanti e obiettivabili. Queste assenze, come avviene peraltro in numerosi paesi, potrebbero essere anche autoattestate dal cittadino.

Da anni abbiamo sollecitato i nostri interlocutori a dare il via a questo percorso di riforme, ma sia da parte dei sindacati dei lavoratori che delle associazioni datoriali non è stato manifestato nessun interesse: tutti si lamentano, ma nessuno si impegna per il vero cambiamento".

Cristina Chinello

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