Sanità
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Si celebra oggi, in tutto il mondo, la giornata della lotta al cancro, malattia che in Italia coinvolge due milioni e mezzo di persone. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) le persone dovrebbero impegnarsi in almeno 150 minuti settimanali di "moderato esercizio fisico'', per ridurre il rischio di tumori, in particolare quelli al seno e al colon. Gli esperti dell'UICC (Unione for international cancer control) e dell'OMS stimano infatti che circa il 25 per cento dei tumori al seno e del colon potrebbe essere evitati facendo attività fisica; bastano 150 minuti a settimana, cosa che la maggior parte delle persone può compiere, ovvero 30 minuti di sforzo moderato, per esempio camminare per cinque giorni alla settimana.

La mancanza di attività fisica, accanto al tabacco, al diabete e alla pressione alta causano la morte di 3,2 milioni di persone all'anno. Le raccomandazioni sono state pubblicate oggi dall'Organizzazione Mondiale della Sanità in occasione della Giornata mondiale della lotta contro il cancro. Gli ultimi studi sul cancro dicono che sono 2 milioni e 250 mila gli italiani che vivono con una diagnosi di tumore (il 4 per cento dell'intera popolazione), donne e anziani per la maggior parte. La diagnosi più frequente tra le donne (42 per cento) è il tumore della mammella, tra gli uomini il 22 per cento dei casi prevalenti è formato da pazienti con tumore della prostata. Importanti le differenze geografiche per la percentuale di persone viventi con tumore: si passa da oltre il 5 per cento in alcune aree del Nord al 2 per cento e 3 per cento del Sud. Quasi 1 milione e 300 mila persone (2,2 per cento) sono lungo sopravviventi (hanno cioè avuto una diagnosi di tumore da più di 5 anni) e circa 800 mila (l'1,5 per cento) sono vive dopo oltre 10 anni dalla diagnosi. Rispetto al 1992, il numero di persone viventi con tumore è quasi raddoppiato. Ciò è dovuto in parte all'aumento di nuovi casi ascrivibile all'invecchiamento della popolazione e all'aumento di incidenza per qualche tumore,e in parte alla migliorata sopravvivenza dopo il tumore.

Paola Vescovi

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