Sanità
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Uno "spreco": così il segretario generale della Uil Veneto Gerardo Colamarco, commenta la nomina di un super consulente per la sanità, l'avvocato Michele Romano, che affiancherà il segretario generale della sanità veneta Domenico Mantoan.

Rincara il sindacalista: "La nomina di un super consulente è la negazione del federalismo e del risparmio delle risorse; il fatto stesso che la notizia trapeli solo dopo un mese – aggiunge Colamarco – dimostra che forse la Regione non voleva pubblicizzare tanto questa nomina.
Ma è veramente incredibile, come riporta il Corriere del Veneto citando la delibera, che non si sia riuscito a trovare nessuno all'altezza tra le decine di direttori generali, amministrativi e funzionari delle ulss venete, e che si sia dovuto ricorrere a una personalità esterna". Il nuovo incarico, secondo la Uil, andrà ad incidere sulle tasche dei cittadini con "una nuova ed inutile spesa di 240mila euro in due anni", afferma ancora il segretario generale, "che non è proprio il bigliettino da visita migliore per il settore più federale della spesa regionale, appunto quello sanitario". Colamarco prova quindi a suggerire la "sua" ricetta anti spreco volta a razionalizzare le spese e a contenere i costi: "Accorpiamo le aziende sanitarie locali. Prendiamo ad esempio la 12 di Venezia e la 14 di Chioggia: hanno un unico direttore generale, sono contigue dal punto di vista geografico, e funzionano. Secondo noi tutte le Ulss con un bacino di popolazione inferiore ai 200mila abitanti andrebbero accorpate – conclude - Ci sarebbe un dimezzamento delle dirigenze, con un immediato risparmio di qualche milione di euro. E poi va definitivamente affrontata la questione del numero di ospedali. Non è possibile che a distanza di pochi chilometri ci siano due ospedali con le stesse specialità. Fermo restando che al primo posto ci deve essere la possibilità per i cittadini di accedere facilmente ai servizi e che vanno salvaguardate le professionalità e le competenze degli operatori, bisogna razionalizzare il numero di strutture, che in alcune province sfiora il sovradimensionamento".

Paola Vescovi

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