Sanità
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Presentato il “Libro Bianco” dall’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto

La sanità veneta gode di buona salute. Lo dice il "Libro Bianco", presentato ieri dall'assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto, che fotografa la realtà sociosanitaria del Veneto degli ultimi nove anni: più di 300 pagine ricche di dati e grafici che confermano un quadro più che soddisfacente del sistema veneto. Coletto ha sottolineato prima di tutto due aspetti.

"Il primo – ha dichiarato – è la soddisfazione per il risultato dell'indagine sul gradimento dei nostri assistiti, che testimonia di un sistema capace in grandissima parte di rispondere alle necessità dei propri cittadini; il secondo, che ne consegue, è un grande ringraziamento a tutti coloro, medici, infermieri, amministrativi, che in questo sistema lavorano, in condizioni spesso non facili". Nel "Libro Bianco" emergono alcuni dati interessanti: i posti letto negli ospedali pubblici, scesi progressivamente da 19.000 a 16.000, sono pari al 3.2 per 1.000 riguardo agli acuti e allo 0.7 per 1.000 riguardo alla riabilitazione. Anche l'indice di ospedalizzazione, oggi al 157 per 1.000, è in discesa e, con gli obiettivi strategici, già assegnati dalla Giunta regionale ai direttori generali, raggiungerà in un biennio quota 140, considerata ottimale. Sul piano economico, l'andamento dell'esercizio 2010 appare in linea con quello dell'anno precedente e, a fine esercizio, dovrebbe richiedere un intervento regionale di ripiano attorno ai 130 milioni di euro. Altre indicazioni interessanti: la mobilità extraregionale che vede, per il Veneto, un saldo attivo di circa 100 milioni di euro; la spesa farmaceutica che risulta in discesa grazie all'utilizzo dei farmaci generici e alla collaborazione in atto con i medici di famiglia; le giornate medie di degenza in ospedale, in diminuzione e attestate a 6,85 giorni; l'aumento dell'assistenza e delle prestazioni specialistiche, tra il 20 e il 30% nel periodo considerato; la crescita del personale medico ed infermieristico (anche se ancora troppo concentrato sull'ospedale e troppo poco sul territorio) e la diminuzione di quello amministrativo.

Ines Brentan

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