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Un paziente in stato vegetativo si risveglia per sei ore, grazie ad una stimolazione non invasiva

Un risultato sorprendente all'ospedale San Camillio di Venezia. Uno studio ha dimostrato per la prima volta al mondo che il risveglio degli stati vegetativi potrebbe essere affidato alla stimolazione magnetica transcranica (TMS). La stimolazione è stata fatta su un paziente ricoverato presso l'IRCCS  lagunare  e lo studio è stato fatto in collaborazione con i Dipartimenti di Neuroscienze delle Università di Padova e di Verona. Il paziente di 70 anni, cinque anni prima era stato colpito da un' emorragia cerebrale. Un mese dopo, il paziente ha recuperato il livello minimo di coscienza: poteva aprire gli occhi spontaneamente o in risposta a stimoli tattili, poteva girare gli occhi verso un suono o seguire un oggetto in movimento mentre la comunicazione verbale o gestuale era completamente assente. Non capiva e non rispondeva. L'obiettivo dello studio era di valutare se l'applicazione della stimolazione transcranica, ovvero una semplice sonda applicata al cuoio cappelluto, sulle aree frontali della corteccia cerebrale potesse variare il quadro comportamentale e della reattività del paziente. Dopo due sedute il paziente appariva più reattivo: era in grado di mantenere gli occhi aperti nonché "comprendeva" ed "eseguiva" compiti volontari complessi su comando, come portare un bicchiere d'acqua dalla mano

dell'esaminatore alla bocca; inoltre, vi era un netto miglioramento dell'attività elettrica cerebrale, ovvero il risveglio delle attività del cervello. 

"Si tratta della prima segnalazione di questo tipo nella letteratura internazionale ha dichiarato il prof. Leontino Battistin, Direttore Scientifico dell'IRCCS. "I risultati preliminari lasciano pensare che i pazienti in stato vegetativo o di minima coscienza possano rispondere alla stimolazione magnetica transcranica e quindi si può pensare che la TMS possa avere un ruolo terapeutico nel recupero cognitivo e motorio di tali pazienti. Ancora poco è stato fatto in questo campo – ha concluso Battistin - e presso il San Camillo si sta sviluppando questo settore di ricerca con ulteriori progetti mirati a confermare questa promettente ipotesi. Naturalmente noi siamo molto cauti nel giudizio scientifico"

 

Negli ultimi anni era stata impiegata la stimolazione cerebrale profonda (DBS, Deep Brain Stimulation) a pazienti in stato di minima coscienza inducendo una temporanea modificazione del quadro comportamentale. La DBS è una tecnica chirurgica che consiste nell'impianto di elettrodi che scaricano corrente elettrica continua a basso voltaggio in strutture cerebrali profonde. Tale stimolazione si è affermata come trattamento nella la malattia di Parkinson.

I tre punti che riassumono l'eccezionalità del risultato

1- Il paziente comprendeva ed eseguiva ordini su comando;

2- L'età del paziente, 70 anni ( capacità di recupero ridotta) e il lungo stato vegetativo (cinque anni) non deponevano a favore del risultato dello studio;

3- E' una stimolazione non invasiva, completamente indolore;

4- L' IRCCS San Camillo è stato il primo al mondo ad aver fatto questo studio.

Quando si verifica lo stato vegetativo?

Lo stato vegetativo si verifica dopo una grave lesione cerebrale da trauma cranico o ictus o altro, e consiste in una condizione di incoscienza accompagnata da un ritmo sonno-veglia normale ed una mancata consapevolezza di sé e dell'ambiente circostante.

Le possibilità di recupero risultano sempre minori con il passare del tempo dall'insulto cerebrale. Generalmente, le alterazioni di coscienza che persistono per oltre 12 mesi dopo un trauma cranico sono considerate immutabili e nessun trattamento sembra favorire il recupero o il miglioramento funzionale dei pazienti in stato vegetativo. Il concetto di stato vegetativo permanente non ha valore di certezza, ma ha significato prettamente probabilistico.

Antonella Prigioni

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