Sanità
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sernagiotto.jpegRiorganizza i servizi pubblici e privati per la cura e l'assistenzaApprovato in Giunta regionale il “Progetto Dipendenze 2012/2014”, che adegua il modello organizzativo della Regione nel settore delle dipendenze vecchie e nuove e, in questo contesto, riorganizza i servizi pubblici e privati preposti ai percorsi di cura e assistenza.

“A tutt’oggi i dipartimenti per le dipendenze istituiti nel Veneto nel 1999 funzionano bene e rimangono un modello d’eccellenza in Italia”, ha sottolineato l'assessore ai servizi sociali Sernagiotto nel corso della conferenza stampa in cui sono stati presentati i contenuti del progetto. “Ma – ha aggiunto - il sistema regionale dei servizi va comunque adeguato alle mutate esigenze di assistenza in relazione alle diverse modalità di assunzione di droghe, all’aumento dei giovani presi in carico dai servizi e anche degli adulti cronici, nonché alle nuove forme di dipendenza (come quella del gioco d’azzardo in aumento costante)”. L’attuale sistema dei servizi regionali per le dipendenze si articola in 21 dipartimenti al cui interno ci sono 38 Ser.D (servizi dipendenze); 4 comunità terapeutiche pubbliche; 31 enti ausiliari (servizi sociosanitari privati) con oltre 65 sedi operative; oltre 600 gruppi di auto aiuto (soprattutto nel settore dell’alcolismo); oltre 60 associazioni di volontariato. Nel 2011 il numero di utenti di carico ai servizi regionali dipendenze sono stati oltre 24.500 (di cui 14.271 per dipendenza da droghe e 10.304 da alcol) a cui vanno aggiunti 2.405 inviati in comunità terapeutica (1862 dipendenti da droghe e 543 da alcol) per complessivi 26.980 utenti dei servizi. Sono state invece 765 le persone con dipendenza da gioco d’azzardo assistiti dai servizi regionali di cui 637 maschi e 128 femmine. Questo provvedimento generale sarà man mano tradotto in specifici atti e decreti della Giunta nei settori che riguardano, tra l’altro, una miglior integrazione del sistema pubblico/privato; nuovi criteri di riparto del fondo per gli inserimenti nei servizi; riorganizzazione dei dipartimenti per le dipendenze, dei SerD, delle tipologie e dei posti assegnati all’interno dei servizi territoriali residenziali e semiresidenziali.
Il progetto prevede che all’interno dei dipartimenti per le dipendenze, attraverso la collaborazione tra pubblico e privato sociale e rete del volontariato, siano garantiti: servizio di alcologia; interventi per i minori e gli adolescenti; interventi per la cronicità; interventi per la doppia diagnosi (di chi ha sia problemi di dipendenze sia correlati disturbi psichiatrici); interventi per il gioco patologico.
Inoltre nei dipartimenti per le dipendenze provinciali dove sia presente un istituto di pena, dovrà essere previsto un servizio dedicato ai detenuti tossicodipendenti. Per quanto riguarda le risorse gestite dall’Assessorato ai servizi sociali sono riconfermati - per il 2012 - i 25 milioni di euro per i bisogni delle comunità terapeutiche residenziali e semiresidenziali. Le loro funzioni tuttavia andranno rivisitate per una loro miglior distribuzione sul territorio ed equilibrando le caratteristiche di riabilitazione intensiva (adolescenti e giovani) e quelle di lungo assistenza per i dipendenti cronici.
Margherita De Nadai

 

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