Sanità
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Misura precauzionale, dopo il caso sospetto di “mucca pazza” di donatore parmense Dopo la segnalazione di un donatore parmigiano che potrebbe essere affetto dal morbo della “mucca pazza”, i lotti di emoderivati ritirati dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) sono stati bloccati anche in Veneto, sin dalla data dell’emissione della relativa nota da parte dell’Aifa, del 24 gennaio scorso.

Ne dà notizia Luca Coletto, l’assessore regionale alla sanità: “Non appena ricevuta l’informazione – precisa Coletto – è stato attivato il nostro centro regionale per le attività trasfusionali e l’utilizzo dei lotti in questione è stato bloccato, sia negli ospedali che nelle farmacie dove gli emoderivati possono essere venduti”. Nessun allarmismo, comunque: “Tengo a precisare, come già opportunamente fatto dall’Aifa – conclude Coletto – che tale blocco va considerato una misura del tutto precauzionale, che non deve generare alcun tipo di allarme anche alla luce del fatto che la trasmissione del morbo della mucca pazza attraverso i plasmaderivati, allo stato attuale delle conoscenze non è mai stata dimostrata”.
Margherita De Nadai

 

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