Sanità
Typography

pediatraAllarme sulle poche nascite e sull’obesità, divario dei servizi tra Nord e SudI bambini italiani, nonostante i chili di troppo e le reti di servizi sociali ancora carenti e disomogenee, riescono ancora a cavarsela e le loro condizioni di salute sono complessivamente buone.

È questo il quadro emerso dal primo Libro Bianco “La salute dei bambini”, pubblicato dall’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane in collaborazione con la Società italiana di pediatria (Sip). Numerosi, però, i problemi, su cui è necessario lavorare. Innanzi tutto sul fronte alimentare: il 22,9 per cento dei bambini di 8-9 anni è risultato in sovrappeso e l’11,1 per cento in condizioni di obesità, specialmente nel Meridione. Questo è dovuto anche al fatto che ultimamente risulta essere il bambino colui che comanda a tavola: i genitori chiedono al figlioletto cosa vuol mangiare, ma egli non ha gli strumenti per valutare il proprio bene. Così facendo, viene favorita un’alimentazione sregolata a cui si deve sommare anche una scarsa attività fisica all'aperto. Un altro dei più gravi problemi segnalati nel rapporto è che l’Italia rischia di rimanere un Paese di “nonni senza nipoti”, tanto sono bassi natalità e il ricambio generazionale: dal 1871 al 2009 la natalità si è quasi dimezzata (-74,25 per cento) e attualmente si assesta al 9,5 per mille (cioè nascono 9,5 bebè ogni mille abitanti), contro, ad esempio, il 12,8 per mille della Francia, il 10,8 per mille della Spagna, il 12 per mille della Svezia o il 12,8 per mille del Regno Unito. Numeri preoccupanti, soprattutto perché mai in nessun altro Paese del mondo si è avuto un tale abbassamento dei tassi di fecondità e natalità in così breve tempo. Nel testo si tenta di spiegare il fenomeno con la grave carenza di politiche a supporto della famiglia, che hanno reso l’Italia un paese poco a misura di bambino, con politiche del Welfare non orientate ai bisogni dell’infanzia e nell’incentivare le giovani coppie a metter su famiglia. Controcorrente, invece, vanno le nascite da cittadini stranieri, delle quali si registra un incremento, soprattutto a partire dal 2003. Le regioni del Nord, in particolare, sono quelle con la più elevata incidenza di nati da almeno un genitore straniero (Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia le regioni coi tassi più elevati); al contrario - al Sud - la quota di nati con almeno un genitore straniero risulta non solo inferiore al dato nazionale, ma anche estremamente contenuta. Ma a preoccupare è pure la profonda disomogeneità dei servizi assistenziali nelle diverse regioni, dando luogo a opportunità di salute diverse. In altre parole, essere bambino nel Sud d’Italia non è egualmente facile che esserlo nel Nord-Est del paese. A dimostrarlo sono i tassi di mortalità infantile regionali che, nel triennio 2006-2008, è oscillato da 1,60 casi per mille di Trento a 4,82 casi per mille della Calabria. Non solo, in alcune zone in particolare manca l’assistenza ospedaliera in pediatria, così come un’idonea programmazione degli interventi assistenziali e la capacità di creare un filtro che parta dal pediatra per indirizzare al meglio il bambino verso il percorso assistenziale che più risponde ai suoi bisogni. Fortunatamente oggi i bimbi italiani possono ancora fare affidamento su una fitta rete di pediatri territoriali: il numero di pediatri di libera scelta a livello nazionale, infatti, nel periodo 2001-2008 è aumentato del 6,3 per cento, passando da 7.199 a 7.649, ma non è remoto il rischio che già tra tre anni si verifichi una drastica diminuzione dei pediatri, in quanto una grande quota di questi andrà in pensione e, a causa del numero chiuso delle scuole di specializzazione, sarà difficile assicurare il turn over. Questa previsione è confermata dai risultati di una recente indagine della Sip: la progressiva riduzione di pediatri è già in atto dal 2010 e porterà dai 15 mila attuali professionisti ai 12 mila nel 2020, che scenderanno a quota 8 mila nel 2025.
Margherita De Nadai

 

Questo sito utilizza cookie di profilazione, eventualmente anche di terze parti. Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più consulta la cookie policy.
x