Sanità

 

Luca_Coletto_ridLa Regione stanzia 21 milioni per l'Ulss 13

"Chiudere l'ospedale di Dolo? E chi l'ha detto? Non esiste assolutamente un disegno regionale di questo tipo. Tagliare qualche suo servizio? Non mi risulta. Quello che invece potrebbe accadere è una razionalizzazione dei servizi dell'ospedale dolese per evitare i doppioni. Se ci sono due ospedali vicini, infatti, non ha senso che esistano reparti simili". E' rassicurante l'assessore regionale alla Sanità Luca Coletto sulle sorti dell'ospedale di Dolo, nel veneziano, su cui, negli anni, forse anche per motivi di campanilismo con l'altro ospedale, quello di Mirano, si è paventata più volte una chiusura o comunque un ridimensionamento della struttura e dei servizi ospedalieri.

All'Ospedale Borgo Roma il centro più grande del Veneto: puòassistere cento pazienti al giorno

 Taglio del nastro, venerdi' prossimo. A Verona, al Borgo Roma, sta per entrare in funzione la più grande dialisi veneta. Una struttura nuova ed innovativa che manderà in pensione il vecchio centro operativa da vent'anni. Il nuovo Centro Dialisi, afferente alla Unità Operativa Complessa di Nefrologia e Dialisi diretta dal prof. Antonio Lupo, opererà sotto la responsabilità del dott. Nicola Tessitore.Il Centro Dialisi è dotato di attrezzature all'avanguardia per innovazione tecnologica. potendo disporre sia di un impianto per la preparazione dell'acqua per dialisi di ultimissima generazione sia delle più moderne e sofisticate macchine per dialisi (reni artificiali) che consentiranno di poter offrire ai pazienti tutti i tipi di trattamento emodialitico possibili in modo che ogni paziente possa essere trattato in modo personalizzato in funzione delle sue necessità e condizioni cliniche mantenendo standard qualitativi molto elevati.

Dal 30 dicembre, a Noventa Vicentina, stop alle nascite

Per tre mesi è stato chiuso il punto nascita. Un regalo di Natale non gradito dall'Ospedale di Noventa Vicentina. Un nosocomio che gravita in un'area al confine tra le province di Padova e Verona e serve un bacino di pazienti molto ampio. Un primo passo, dicono i sindacati, verso la dismissione completa della struttura ospedaliera. Eppure ogni anno, nel reparto momentaneamente chiuso, si eseguono 600 parti, mentre ora le gestanti di quel territorio devono rivolgersi al nosocomio di Vicenza. "Un reparto, dunque, che non si può ritenere non necessario -evidenzia Carola Paggin FLP –Uil ". Una chiusura contro la quale hanno manifestato qualche giorno fa i sindaci del territorio. Il timore è quello che si vada verso lo smantellamento definitivo del presidio di Noventa e per scongiurarlo, le forze sindacali confederali hanno convocato per lunedi' 10 gennaio, un'assemblea generale, mentre l'Rdb Cub ha proclamato lo sciopero generale.

E' la soluzione, proposta dalla Uil Medici Padova, per ripianare il buco della sanità veneta

Gli evasori fiscali devono pagarsi anche i servizi essenziali di cura sanitaria. Per loro va introdotto un ulteriore ticket. E' la proposta provocatoria di Alfio Capizzi, segretario della Uil Medici Padova, per trovare i 130 milioni di euro, che il libro bianco della sanità avrebbe messo in evidenza, quale disavanzo per la principale voce di spesa del bilancio regionale. Dato che il sistema sanitario italiano si fonda sul concetto di assistenza primaria gratuita a tutti , chi non paga le tasse non ne avrebbe diritto. Gratuità e universalità dell'assistenza primaria sono pagate da tutti i cittadini, attraverso le imposte. "Il nostro Ssn ( Servizio Sanitario Nazionale), peraltro uno dei più efficienti nel panorama mondiale, garantisce a TUTTI- sottolinea Capizzi- l'accesso a procedure e cure, indipendentemente dal reddito, classe ed estrazione sociale. Il nostro Ssn si basa sulla tassazione diretta: in sostanza il finanziamento dello stesso e' costituzionalmente legato alle imposte cui tutti i cittadini sono tenuti.

Le linee del Piano Socio Sanitario

"La programmazione sanitaria veneta per gli anni a venire dovrà essere un vestito cucito su misura rispetto alle nuove esigenze di salute e assistenza dei cittadini, alle indicazioni del territorio e a quelle della società civile": così l'assessore regionale alla sanità del Veneto Luca Coletto ha aperto, a Montecchio Precalcino, il confronto con circa 200 rappresentanti e portatori d'interesse dell'intera società veneta che accompagnerà la definizione del nuovo Piano Socio Sanitario Regionale, atteso da oltre un decennio. Coletto ha anche sottolineato che "oggi è un giorno importante, perché inizia un confronto a 360 gradi attraverso il quale disegneremo assieme il futuro della salute pubblica veneta. Il vostro apporto - ha aggiunto - sarà prezioso per cogliere al meglio i bisogni della società e del territorio e per farne poi sintesi in un Piano che dovrà rispondere a queste esigenze e contemporaneamente ridisegnare l'organizzazione dei servizi ospedalieri e territoriali in un'ottica di ottimizzazione delle risorse e di risposta tempestiva alla grande riforma in senso federalista basata, per la sanità, sull'introduzione dei costi standard per la definizione della spesa ed i relativi finanziamenti".

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