Sanità

Il Veneto brucia le tappe e - con una ordinanza già in vigore da oggi, la 42 del 24 aprile 2020 - di fatto mette fine al lockdown. 

«Ho firmato oggi un'ordinanza - ha spiegato nel punto stampa di oggi il presidente della Regione Veneto Luca Zaia - che toglie tutte le restrizioni che potevano essere tolte e questo lo possiamo fare visto il trend in discesa dei dati che ormai si è consolidato da due settimane. Questi allargamenti - aggiunge - non possono essere letti come 'è tutto finito', occorre senso di responsabilità».

La novità più ecltanate è la possiblità di andare a comprare il cibo take away, possibilmente su prenotazione, e di portarselo via, ovviamente rispettando tutte le misure di sicurezza. In pratica da oggi si potrà andare a prendere il gelato o il pezzo di pizza e mangiarselo, purché non davanti all'esercizio commerciale. Tra le altre misure previste dall'ordinanza vi sono poi: la liberalizzazione delle aperture di librerie, cartolerie, e negozi per bambini durante la settimana (finora era prevista l'apertura per due soli giorni). E poi, da oggi sarà possibile riprendere il lavoro delle opere pubbliche e private. E ancora: si potrà tornare a coltivare gli orti urbani, è consentita la vendita di prodotti florovivaistici, ed è consentito l'accesso ai cimiteri (anche se l’ultima parola spetta ai sindaci). Rispetto alla precedente ordinanza, il distanziamento viene ridotto da due a un metro.

Ecco i punti principali della nuova ordinanza: 

  1. è consentita la vendita di cibo da asporto. La vendita per asporto sarà effettuata, ove possibile, previa ordinazione on-line o telefonica, garantendo che gli ingressi per il ritiro dei prodotti ordinati avvengano dilazionati nel tempo e comunque, negli spazi esterni anche di attesa, nel rispetto del distanziamento di un metro tra avventori e con uso da parte degli stessi di mascherina e guanti o garantendo l’igiene delle mani con idoneo prodotto igienizzante, e consentendo, nell’eventuale locale interno, la presenza di un cliente alla volta, con mascherina e guanti o garantendo l’igiene delle mani con idoneo prodotto igienizzante, e stazionamento per il tempo strettamente necessario alla consegna e al pagamento della merce; gestore ed addetti devono essere muniti di mascherina e guanti; rimane sospesa ogni forma di consumo sul posto ed è confermata la possibilità di consegna a domicilio;
  2. è revocata la disposizione restrittiva di cui alla lettera o) del punto 1. dell’ordinanza n. 40 del 13.4.2020, relativa alla vendita di vestiti per bambini e di prodotti di cartolerie nonché alle librerie; la vendita di vestiti per bambini include quella delle scarpe per i bambini medesimi;
  3. per le opere pubbliche, è ammessa l’esecuzione dei lavori ascrivibili, in maniera prevalente, alle categorie di seguito indicate a prescindere dai codici Ateco principale o secondari intestati all’appaltatore e a condizione che questi sia in possesso della corrispondente qualificazione SOA:
    a. OG 3: strade, autostrade, ponti, viadotti, ferrovie, linee tranviarie, metropolitane, funicolari, e piste aeroportuali, e relative opere complementari
    b. OG 4: opere d’arte nel sottosuolo
    c. OG 5: dighe
    d. OG 6: acquedotti, gasdotti, oleodotti, opere di irrigazione e di evacuazione
    e. OG 7: opere marittime e lavori di dragaggio
    f. OG 8: opere fluviali, di difesa, di sistemazione idraulica e di bonifica
    g. OG 13: opere di ingegneria naturalistica
    h. OG 21: opere strutturali speciali
    i. OG 23: demolizione di opere;
  4. di consentire le attività sul patrimonio edilizio esistente secondo il regime della comunicazione e della comunicazione asseverata previste dagli articoli 6 e 6 bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 6 giugno 2001;
  5. è consentita la coltivazione del terreno per uso agricolo per autoconsumo, anche all’interno di orti urbani e comunali, nel rispetto degli obblighi di distanziamento di un metro e dell’uso di mascherina e guanti o garantendo l’igiene delle mani con idoneo prodotto igienizzante;
  6. è consentita la vendita in esercizi anche esclusivamente commerciali al dettaglio, quali fiorerie, di prodotti florovivaistici, quali a titolo di esempio semi, piante, fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti;
  7. nei mercati e nelle analoghe forme di vendita su area pubblica o privata è ammessa la vendita di prodotti florovivaistici e di abbigliamento per bambini, comprese le scarpe per i bambini medesimi;
  8. sono consentiti i tagli boschivi anche per autoconsumo in presenza di una effettiva situazione di necessità;
  9. è consentito l’accesso ai cimiteri nel rispetto dell’obbligo di distanziamento di un metro tra le persone e dell’uso di mascherina e guanti o garantendo l’igiene delle mani con idoneo prodotto igienizzante;
  10. sono consentite le prestazioni di servizio di carattere artigianale rese da terzi per interventi di manutenzione a bordo di imbarcazioni di diporto all’ormeggio nonché per prove, collaudo e consegna delle imbarcazioni, nonché di sistemazione delle darsene per l’espletamento dell’attività ordinaria;
  11. è confermato, con riguardo agli ambienti di lavoro delle attività consentite dalla presente ordinanza e dalla propria ordinanza n. 40 del 13.4.2020, l’obbligo di applicazione delle disposizioni del protocollo per la sicurezza sul lavoro sottoscritto a livello nazionale il 14.3.2020 e ogni successiva modifica e integrazione nonché ogni ulteriore disposizione più restrittiva operante nel singolo posto di lavoro;
  12. è confermato, per tutti gli spazi pubblici o aperti al pubblico in cui si trovano persone in relazione ad attività ammesse dalla presente ordinanza o dall’ordinanza n. 40 o dalla normativa statale, l’obbligo di tutte le persone di rispettare distanziamento di un metro e di utilizzare mascherina e guanti o garantendo l’igiene delle mani con idoneo prodotto igienizzante, salve le disposizioni speciali più restrittive già adottate;
  13. le misure di cui alla presente ordinanza hanno effetto dal 24 aprile 2020 compreso al 3 maggio 2020 compreso, salva cessazione anticipata della stessa per effetto di quanto disposto dal decreto legge n. 19 del 2020 e salva proroga nel rispetto del medesimo decreto legge;
  14. per quanto non diversamente regolato dalla presente ordinanza, vale quanto disposto dalla propria ordinanza n. 40 del 2020, intendendosi modificato il distanziamento ivi previsto con la distanza di un metro.

 

E' stato uno dei primi segnali riportati da persone che si sono ammalate di Covid-19 e poi sono guarite: la perdite di olfatto e gusto. Adesso c'è uno studio che conferma questa ipotesi. 

E' stato pubblicato sulla prestigiosa rivista «JAMA» (The Journal of the American Medical Association) ed è stato predisposto da un team internazionale di ricercatori padovani e britannici. Lo studio che come un alterato senso dell'olfatto o del gusto possa essere un indicatore precoce di infezione da SARS-CoV-2. L’obiettivo della ricerca era di stimare la prevalenza, l'intensità e il timing di insorgenza di un alterato senso dell'olfatto o del gusto nei pazienti con infezione da SARS-CoV-2.

«Abbiamo condotto una indagine trasversale su 202 pazienti in isolamento domiciliare moderatamente sintomatici con infezione da SARS-CoV-2 diagnosticata mediante PCR», spiega il prof. Paolo Boscolo Rizzo, del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Padova e Professore Associato alla Clinica di Otorinolaringoiatria di Treviso.

«I dati hanno evidenziato come alterazioni dell'olfatto o del gusto siano frequentemente segnalate da pazienti moderatamente sintomatici con infezione da SARS-CoV-2 e spesso sono il primo sintomo della malattia. Poiché soggetti paucisintomatici sono importanti diffusori della malattia, suggeriamo l'autoisolamento per i pazienti che lamentano un’alterazione dell'olfatto o del gusto, in attesa dell'esecuzione e dell’esito del tampone, durante la pandemia di COVID-19. Proponiamo inoltre l'inclusione delle alterazioni dell'olfatto o del gusto negli elenchi dei sintomi pertinenti di COVID-19 riconosciuti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità».

Ecco nel dettaglio i risultati dello studio: un’alterazione del senso dell'olfatto o del gusto è stato riportato da 130 pazienti (64,4%, IC 95% 57,3-71,0). Altri sintomi frequenti sono stati l’astenia (68,3%), la tosse secca o produttiva (60,4%) e la febbre (55,5%). Tra tutti i pazienti, il momento di insorgenza delle alterazioni del senso dell'olfatto del gusto rispetto agli altri sintomi era come segue: precedente gli altri sintomi nell'11,9%, contemporaneamente all’insorgenza degli altri sintomi nel 22,8% e successivo agli altri sintomi nel 26,7%. Un’alterazione dell'olfatto o del gusto è stata segnalata come l'unico sintomo nel 3,0% (1,1% -6,4%) dei pazienti. Un’alterazione del senso dell'olfatto o del gusto era più frequente tra i 105 soggetti di sesso femminile (72,4%, IC 95%: 62,8% -80,7%) rispetto ai 97 di sesso maschile (55,7%, IC 95%: 45,2% -65,8%; p = 0,02).

E' stato siglato oggi l'«Accordo di Programma per la realizzazione del Nuovo Polo della Salute - Ospedale Policlinico di Padova». In calce all’atto, le firme del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, del sindaco di Padova, Sergio Giordani, del presidente della Provincia di Padova Fabio Bui, del Magnifico Rettore dell’Università di Padova, Rosario Rizzuto, e del Direttore Generale dell’Azienda ospedaliera Luciano Flor.

L'accordo prevede la realizzazione di un nuovo Ospedale da 900 posti letto nell’area denominata “Padova Est-San Lazzaro” e la completa riqualificazione dell’attuale Ospedale Giustinianeo, con ulteriori 900 posti letto, con la valorizzazione delle strutture sanitarie esistenti e la futura realizzazione del “Parco delle Mura” di Padova. Il polo sarà articolato in due presìdi ospedalieri: uno di nuova costruzione da realizzare nell’area Padova Est-San Lazzaro; l’altro da realizzare mediante il riordino, la razionalizzazione e il recupero delle strutture esistenti nel sito di Via Giustiniani a Padova. Dell'iter dell'Ospedale di Padova ci eravamo occupati su Nes nel dicembre 2018: qui gli articoli.

20200422PLASTICOL’atto, composto da 14 pagine di obbiettivi, strategie e impegni diretti dei singoli sottoscrittori, ha anche l’importante valore di variazione della destinazione urbanistica da zona commerciale a zona per servizi per consentire l’insediamento del nuovo ospedale, mentre per il sito di Via Giustiniani, che diventerà “l’ospedale dei padovani”, l’Accordo prevede la concertazione che coinvolge, in qualità di Enti proprietari, l’Agenzia del Demanio, l’Ulss 6 Euganea e l’Istituto Oncologico Veneto-IOV, per costruire un programma rivolto a una serie di importanti obbiettivi: il potenziamento e il miglioramento dei servizi sanitari esistenti; il mantenimento della funzione formativa e universitaria; la riqualificazione dei fabbricati esistenti; la rigenerazione e riqualificazione urbanistica e paesaggistica del polo ospedaliero che contenga, come priorità, il progetto comunale “il parco delle Mura”, con la valorizzazione del patrimonio monumentale della cinta muraria.

«E’ un momento storico per il futuro della sanità veneta – ha detto Zaia – ottenuto lavorando in perfetta sintonia con tutti gli Enti interessati, che ringrazio uno per uno. Nel 2010 aprimmo uno scatolone ricco di rassegne stampa ma poverissimo di documenti veri; abbiamo rimesso in ordine i fattori della produzione; tutti assieme abbiamo costruito una prospettiva seria lavorando tra lo scetticismo generale e oggi offriamo agli italiani, ai veneti e ai padovani un nuovo ospedale di caratura internazionale come il Polo di Padova Est e un Giustinianeo moderno ed efficiente per la città di Padova, che porterà anche a una profonda riqualificazione dell’intero tessuto urbano» .

Il Sindaco Giordani si è detto felice per i padovani. «Questa è una vittoria di tutti i Padovani che arriva nel momento più difficile ed è il modo più significativo con cui oggi valorizziamo e sosteniamo la nostra sanità pubblica, immaginando le migliori strutture per queste straordinarie persone.E’ anche un esempio di buona politica perché senza collaborazione e litigando non saremmo mai arrivati nel 2017 a una decisione definitiva col Governatore e tutte le istituzioni in soli 6 mesi.Sono assolutamente soddisfatto di essermi imposto di decidere entro i primi sei mesi da quando ero sindaco, Padova non poteva più aspettare altri anni o la nostra sanità eccellente ne avrebbe risentito e sarebbe stato un delitto.Abbiamo lavorato due anni e mezzo con tutte le nostre forze e questo risultato lo portiamo alla città tutti assieme facendo parlare i fatti.Due poli di pari dignità, in centro un ospedale da 900 posti rigenerato del tutto come vediamo da questo plastico, con un pronto soccorso nuovo di zecca, col gallucci, con tante eccellenze e un magnifico parco delle mura che sostituirà l’attuale caos costruttivo anni 60.A est le migliori strutture per la ricerca, perché come la città ha potuto toccare con mano in questa emergenza se la nostra università è messa in condizione di lavorare ci salva. Ci sta salvando oggi e valorizzerà al massimo le sue potenzialità con le nuove strutture che con questo accordo andremo a fornirgli.Ci aspetta una fase nuova dopo questa pandemia, dove tutto ripartirà dalla sanità pubblica e dalla scienza. Con questa firma di oggi noi mettiamo basi solide a un progetto vero, Padova capitale mondiale della medicina. Una speranza che è concretezza. Una visione strategica che può essere la chiave per risollevare tutta la nostra comunità oltre questi tempi durissimi. e ha tenuto a sottolineare che “questo accordo lo abbiamo costruito in sei mesi, con una grande collaborazione, mai intaccata dalle diversità politiche. Il futuro di Padova è quello di una grande capitale sanitaria internazionale».

«Oggi è il momento del non ritorno – ha sottolineato Rizzuto – ma è anche un momento simbolico per un sistema sanitario e per un’alleanza tra Istituzioni Pubbliche e Universitarie che hanno dato prova di saper gestire anche una grave emergenza come il Covid-19”. Per Bui, “la parola chiave di questo successo è ‘assieme’. A volte le Istituzioni faticano a collaborare efficacemente, ma tutti i firmatari di oggi hanno dimostrato che si può e che i risultati arrivano”.

Sul piano tecnico, Flor ha fatto presente che “siamo in anticipo rispetto al cronoprogramma, che prevedeva questa firma a giugno. Così in autunno potremo procedere con il bando per la progettazione e successivamente appaltare i lavori con la prospettiva di partire con i cantieri nel 2023”.

 

Da Vo' Euganeo, dove tutto è partito, a Vo' Euganeo, cuore della sperimentazione sul Covid-19. Oggi è stata presentata una nuova ricerca scientifica, che avrà come protagonista l’Università di Padova e la popolazione di Vò Euganeo. Con il presidente della Regione Luca Zaia c'erano il rettore dell'Università degli Studi di Padova, Rosario Rizzuto, il presidente della Scuola di Medicina di Padova, Stefano Merigliano, e il direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Azienda Ospedaliera di Padova, Andrea Crisanti, ideatore e realizzatore della nuova ricerca.

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