Sanità

Da poco più di 3.200 ad oltre 11.300 tamponi al giorno. E' l'obiettivo della Regione Veneto, che ha approntato un nuovo Piano specifico con l'obiettivo di renderlo operativo nel giro di una settimana.

Sul numero cartaceo di NES avevamo preparato una scheda sull'ultima grande epidemia che aveva interessato tutto il pianeta: la Sars. 

Per chi ha i capelli grigi, l’epidemia di coronavirus che tiene in apprensione tutto il mondo non è la prima. Quasi vent’anni fa, a millennio appena iniziato, il mondo tremò per l’insorgere della SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome).
Si trattava di una forma atipica di polmonite causata dal virus SARS-CoV, apparsa per la prima volta nel novembre 2002 nella provincia del Guangdong (Canton) in Cina.

Belluno, Vittorio Veneto, Dolo, Jesolo, Trecenta, Schiavonia, Santorso, Villafranca e Borgo Roma a Verona: sono i cosiddetti “Covid Hospital” che, al loro interno, avranno aree totalmente isolate dal resto della struttura.

È una delle novità previste dal Piano Ospedaliero del Veneto per fronteggiare l’emergenza coronavirus, pensato per per preparare l’intero sistema sanitario, soprattutto dal punto di vista infrastrutturale e dei posti letto, all’ipotesi di maggior pressione possibile.

I posti letto totali, assommando quelli di terapia intensiva, terapia subintensiva e malattie infettive, passano da 744 a 2.985, dei quali 825 di Terapia Intensiva (a regime normale sono 494), 383 di Terapia Subintensiva Respiratoria (a regime sono 85), 1.777 di malattie infettive (a regime sono 165). A questi si aggiungono 740 posti letto da dedicare alle degenze “normali”, che verranno ricavati con la riattivazione degli ex ospedali di Valdobbiadene, Monselice, Bussolengo, Isola della Scala e Zevio, e 110 posti letto nelle cosiddette “Strutture Intermedie”.

Il bollettino quotidiano della Protezione Civile registra una escalation di decessi: 368 nelle ultime 24 ore. I guariti nell'ultimo giorni sono 369 (2335 totali), mentre i nuovi casi positivi sono 2853 (per un totale di 20.603). Di questi 9268 sono con sintomi lievi o assenti, mentre 1672 sono ricoverati in terapia intensiva. 
In Veneto i positivi sono 1.989, i guariti 120, i decessi 63.

 

Per preservare i posti letto di area intensiva, in previsione di un massiccio afflusso di pazienti, la Regione del Veneto ha definito e attivato una serie di nuove modalità operative dell’intero sistema sanitario disponendo, tra l’altro, la sospensione dell’attività chirurgica non urgente che richieda ricovero in terapia intensiva post operatoria, ad eccezione degli interventi indifferibili in considerazione delle condizioni cliniche dei pazienti, e la sospensione delle attività di specialistica ambulatoriale pubblica e privata convenzionata ad eccezione delle categorie temporali U (urgente) e B (breve) e degli ambiti materno infantile e oncologico.
La nuova organizzazione operativa sarà valida fino al 15 aprile 2020 ed è stata condivisa dal Comitato Scientifico per il coronavirus istituito in Veneto con delibera di Giunta regionale del 12 marzo.

Di seguito sono elencate le diverse modalità disposte:

  • Sospensione con effetto immediato di tutta l’attività chirurgica programmata per la quale è previsto il ricovero in terapia intensiva post operatoria ad eccezione degli interventi indifferibili in considerazione del quadro clinico dei pazienti, e in particolare nell’ambito della chirurgia oncologica tenendo conto della storia naturale della malattia e dei protocolli integrati con chemio e radioterapia adiuvante
  • Per disporre di personale per la gestione dei posti letto aggiuntivi sia di terapia intensiva che semintensiva si richiede di ridurre l’attività chirurgica programmata non urgente nell’ottica di recuperare personale per garantire la gestione di tali posti letto attivati secondo il piano regionale per la gestione emergenza COVID-19.
  • Sospensione di tutta l’attività di specialistica ambulatoriale delle strutture pubbliche e private accreditate a eccezione delle prestazioni prioritarizzate come U e B, garantendo, sia come prime visite specialistiche che di controllo, l’attività in ambito materno-infantile ed oncologico (sarà cura di ogni struttura avvertire gli utenti programmati con altre priorità per riprogrammare l’appuntamento al termine dello stato di emergenza; i medici prescrivano le prestazioni con le priorità di cui sopra fermo restando comunque la possibilità di segnalare situazioni cliniche meritevoli di controlli ravvicinati)
  • Misure di mitigazione del rischio presso tutti i servizi, e in particolare presso i punti prelievo.
  • Chiusura degli URP e tutti gli sportelli di prenotazione con un contestuale potenziamento delle prenotazioni telefoniche
  • Le risposte dei referti di laboratorio e degli esami strumentali verranno inviate per posta a domicilio dell’utente qualora non accessibili online.
  • L’attività di distribuzione diretta dei farmaci dovrà essere limitata a quelli ad esclusiva distribuzione ospedaliera, erogando fino a 3 mesi di terapia dopo la dimissione da ricovero o a seguito di visita specialistica; dovrà essere utilizzato il canale delle farmacie territoriali utilizzando il flusso della distribuzione per conto (DPC) per tutti i farmaci.
  • Le attività relative all’assistenza psichiatrica vanno mantenute inalterate mentre ogni attività distrettuale rivolta al pubblico va sospesa eccezion fatta per le urgenze e l’assistenza domiciliare.
  • Nell’ambito dell’attività dei Dipartimenti di Prevenzione, l’attività dei Servizi di Igiene e Sanità Pubblica è da sospendere interamente ad eccezione delle prestazioni urgenti o non differibili, quali, a titolo esemplificativo, le attività vaccinali con carattere di urgenza, quelle previste dal calendario vaccinale pediatrico per la fascia di età 0-6 anni, quelle rivolte alle sorveglianza delle malattie infettive, le attività di screening oncologico di secondo livello e le attività di certificazione medico legale con carattere d’urgenza.

Inoltre nell’elenco delle nuove modalità operative per preservare i letti di terapia intensiva avviate in Veneto c’è anche l’attività intramoenia, prestazioni erogate al di fuori del normale orario di lavoro dai medici di un ospedale, i quali utilizzano le strutture ambulatoriali e diagnostiche dell'ospedale stesso, dietro pagamento. Oltre all’attività libero professionale intramoenia, è stata anche disposta la sospensione di tutta l’attività di specialistica ambulatoriale delle strutture pubbliche e private accreditate (compreso ex art. 26 L. 833/1978) ad eccezione delle prestazioni prioritarizzate come U e B, garantendo, sia come prime visite specialistiche che di controllo, l’attività in ambito materno-infantile ed oncologico. Sarà cura di ogni struttura avvertire gli utenti programmati con altre priorità per riprogrammare l’appuntamento al termine dello stato di emergenza; ne deriva pertanto l’opportunità che i medici prescrivano le prestazioni con le priorità di cui sopra fermo restando comunque la possibilità di segnalare situazioni cliniche meritevoli di controlli ravvicinati.

Novità anche nel campo della mobilità e dei trasporti. Il presidente della Regione del Veneto ha firmato oggi due ordinanze con le quali dispone misure urgenti per il trasporto pubblico locale, valide sino al 25 marzo prossimo, al fine di contenere e gestire l’emergenza epidemiologica da coronavirus, in attuazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 11.03.2020.

Con il provvedimento si ordina agli Enti che affidano servizi di trasporto su gomma e su acqua e, per il trasporto su ferro alla Società Infrastrutture Venete, tramite Trenitalia e Sistemi Territoriali, di ridurre a partire da domani l’offerta di servizi minimi e aggiuntivi di trasporto pubblico locale, avendo cura di soddisfare il fabbisogno essenziale di mobilità, con particolare attenzione ai flussi pendolari, assicurando comunque l’accessibilità a presidi sanitari, punti di interscambio, ecc., e di garantire la sicurezza (droplet) di utenti e lavoratori all’interno di mezzi, convogli, fermate e stazioni. Nel rivedere il programma di esercizio, le società potranno ridurre anche in modo rilevante i servizi nelle fasce orarie non di punta, in quelle notturne e nei giorni festivi, fornendo ampia comunicazione all’utenza, anche attraverso i social network.

Le misure da adottare all’interno di bus, mezzi di trasporto acquei e convogli ferroviari devono garantire le necessarie distanze di sicurezza, a tutela dei passeggeri e del personale, e potranno prevedere, tra l’altro, il divieto di bigliettazione a bordo. Proseguiranno, inoltre, le misure di disinfezione già disposte dalla Regione e dovrà essere garantito all’utenza l’utilizzo di dispenser per gel disinfettante delle mani. 

 

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