Sport
Typography

«Voglio essere la prima donna della mia categoria a scendere sotto il muro dei 15” nei 100 metri». Martina Caironi lo aveva dichiarato l’anno scorso, prima di correre allo Stadio Euganeo. Ancora non ha centrato l’obiettivo – l’ultimo che manca in una carriera straordinaria – ma ci è vicina: lo scorso 1° luglio ha ritoccato il suo record mondiale di un decimo di secondo, portandolo a 15”05.

«E ora non mi resta che provare a limarlo di qualche centesimo» sorride adesso. Magari proprio a Padova. Perché Martina, medaglia d’oro nella categoria T42 (amputati) ai Giochi di Londra 2012, sarà la stella dei 100 metri paralimpici inseriti nel programma del Meeting 2015, in cartellone domenica 6 settembre dalle ore 17 (ingresso gratuito).

«Sono contenta che sia stata nuovamente inserita la mia gara all’interno di un grande meeting internazionale come quello di Padova perché è sempre emozionate correre qui: il pubblico è numeroso e caloroso e non capita spesso di poter gareggiare al fianco di così tanti campioni» spiega questa atleta bergamasca di 25 anni (ne compirà 26 il 13 settembre), studentessa di Mediazione linguistica alla Statale di Milano.

«La stagione proseguirà a ottobre con i Mondiali di Doha, in Qatar, dove punto a ripetermi dopo le due vittorie colte nell’edizione di Lione 2013, tra 100 e salto in lungo. Quella di Padova sarà la mia prima uscita dopo la pausa estiva e un’importante tappa di avvicinamento per verificare a che punto sono nella mia condizione. In particolare sto lavorando molto sulla tecnica di partenza e sull’accelerazione, dove ho più margini di miglioramento rispetto alla fase lanciata, che è quella in cui mi esprimo meglio». Con Martina, in pista allo Stadio Euganeo per i 100 anche un’altra stella dell’atletica paralimpica internazionale come Oxana Corso, pure lei due volte medaglia d’oro a Lione, ma anche promesse azzurre come la veneziana Francesca Cipelli e Alessia Donizetti e, in campo maschile, come Marco Pentagoni, il veneziano Matteo Masiero e Michele Camozzi.

Oggi Martina, portacolori delle Fiamme Gialle, è uno dei simboli del movimento azzurro. La sua storia di atleta parte otto anni fa, quando un incidente in scooter per colpa di un pirata della strada le fa perdere l’uso della gamba sinistra, amputata al femore. Giocava a pallavolo, Martina, e non avrebbe mai immaginato un futuro in pista. «Poi è successo che nei corridoi del centro Inail di Budrio, dove ho fatto la mia prima protesi, ho visto le foto dei campioni di questo sport e ho capito che avrei potuto seguire il loro esempio. Oggi ho la consapevolezza di essere a mia volta un modello per tanti ragazzi nella mia condizione e ne sono orgogliosa. Vado volentieri a parlare nelle scuole in cui mi invitano e a insegnare a fare sport agli altri ragazzi. E’ anche una responsabilità, ma non lo vivo come un peso perché io sono la ragazza che vince le gare ma non sono soltanto questo».

Di sicuro sarà una delle atlete più applaudite al Meeting di domenica 6 settembre, in una gara nata dalla volontà di Assindustria Sport Padova di offrire visibilità al movimento paralimpico e proseguire anche su pista la collaborazione con Cip (Comitato Italiano Paralimpico) e Fispes (Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali).

Disabilità e sport, storie da raccontare

S.o.s disabilità, colpirà 6 milioni di italiani

Questo sito utilizza cookie di profilazione, eventualmente anche di terze parti. Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più consulta la cookie policy.
x