Ambiente
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La proposta è stata fatta dall'assessore regionale Maurizio Conte

Un’unica autorità regionale per la gestione dell’acqua. E’ la proposta avanzata dall’assessore veneto all’Ambiente Maurizio Conte intervenuto nei giorni scorsi al convegno “Sicurezza idraulica e agricoltura” organizzato dalla Confederazione italiana agricoltori del Veneto al palazzetto dello Sport di Casalserugo, paese in provincia di Padova duramente colpito dall’alluvione dello scorso novembre. “Esiste l’acqua - ha spiegato l’assessore Conte - che va valutata nel suo complesso, criticità e opportunità. Dobbiamo ricordare, tanto per fare un esempio, che il Veneto ha il maggior bacino europeo di acqua di falda, sia per qualità, sia per quantità. E’ un patrimonio di cui dobbiamo tenere conto. Nello stesso tempo è chiaro che per risolvere i problemi di sicurezza idraulica del territorio è necessario un riordino generale in collaborazione con i Consorzi di bonifica. Non posso pensare di vedere nel territorio situazioni di conflittualità tra associazioni di categoria o tra territori diversi che facciano perdere di vista il principale obiettivo che è quello della gestione delle acque”.

“Molto spesso - ha aggiunto Maurizio Conte - la politica tende a rinviare le decisioni. Questo invece è il momento di scegliere, di trovare le risorse per fare quel che è necessario da anni. Se spendiamo bene, per le opere che servono, senza sprechi, possiamo trovarle”. Nel corso del convegno il professor Luigi D’Alpaos, del dipartimento IMAGE dell’Università di Padova ha illustrato i provvedimenti necessari per dare al territorio regionale quella sicurezza idraulica che metta la provincia di Padova al riparo dall’incubo alluvione. Il piano si articola in 5 punti:

• Creazione di invasi per la tenuta temporanea dei colmi di piena per almeno 10 milioni di metri cubi a monte di Vicenza.
• Creazione di invasi per la tenuta temporanea dei colmi di piena per almeno 20 milioni di metri cubi nel bacino dell’Astico Tesina.
• Realizzazione di uno scolmatore di piena capace di distogliere l’acqua dal Bacchiglione a Voltabarozzo fino a 200 metri cubi al secondo per avviarli verso il Brenta e quindi il laguna (attraverso il completamento dell’idrovia Padova-Venezia)
• Riposizionamento in quota degli argini del San Gregorio - Piovego Riposizionamento in quota degli argini del Roncajette.

Giacomo Piran

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