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Buona la situazione delle acque di balneazione e dell'uso potabile dell'acqua

Nell’ultimo numero di Statistiche Flash, pubblicazione periodica della sezione Sistema Statistico della Regione Veneto, si parla di acqua: dopo un cenno sullo stato di avanzamento lavori rispetto agli impegni presi in sede europea in tema di salvaguardia della risorsa idrica, vengono approfonditi i due temi delle acque di balneazione e dell'uso potabile dell'acqua su scala regionale.

Per quanto riguarda il monitoraggio delle acque di balneazione, emerge una situazione largamente positiva, essendo la maggior parte dei punti di rilevazione nella classe eccellente. Relativamente ai dati sulla gestione del servizio idrico, la pubblicazione della Regione sottolinea che sono raccolti periodicamente tramite apposite indagini o censimenti da parte di Istat presso gli Enti gestori dei servizi idrici. Ad oggi sono disponibili i dati dei censimenti sulle risorse idriche del 1999, 2008 e 2012 oltre a quelli di un'indagine campionaria del 2005.

Il prelievo di acqua ad uso potabile in Italia è stato pari a 9,4 miliardi di metri cubi nel 2012, mostrando un andamento in crescita nel tempo rispetto sia al 1999 che al 2005 ed un po' più stazionario se paragonato con il 2008. Lo stesso trend si nota anche in Veneto fino al 2008, dove si passa dai 678 milioni di metri cubi prelevati nel 1999 ai 730 del 2008 per poi registrare un cambio di rotta con una lieve flessione nel 2012 che ha fatto registrare prelievi per 715 milioni di metri cubi.

L'acqua prelevata, prima di essere immessa nelle reti di distribuzione, deve subire un trattamento per essere resa potabile nel caso non lo sia già alla sorgente. Tra le varie fonti disponibili, quelle sotterranee, essendo mediamente di migliore qualità rispetto alle superficiali, non richiedono normalmente processi di potabilizzazione. Un basso ricorso alla potabilizzazione esprime quindi una maggiore ricchezza di acque di buona qualità nel sottosuolo. Il Veneto ha una conformazione idrogeologica in genere favorevole: infatti, i 108 milioni di metri cubi di acqua potabilizzati nel 2012, rappresentano solo il 15,1% del totale di quelli prelevati, valore sotto la media nazionale che è pari al 30,6% e in calo rispetto all'ultimo censimento sulle acque riferito al 2008.

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