Ambiente
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Assessore Conte rassicura, "situazione stazionaria"Considerando i punti di monitoraggio delle acque sotterranee con serie di dati completa a partire dal 2009, la situazione riguardo alla presenza di pesticidi nella pianura padano-veneta è stazionaria.

Lo sottolinea l'assessore regionale alle politiche ambientali Maurizio Conte che fa presente inoltre che la Regione del Veneto, con il supporto operativo di ARPAV, ha da anni in corso indagini e monitoraggi per definire il quadro qualitativo delle acque superficiali e sotterranee, evidenziare le criticità e adottare le necessarie misure di miglioramento. Per quanto riguarda i pesticidi, la ricerca ha riguardato 235 punti di campionamento e 451 campioni, per un totale di 22.298 determinazioni analitiche. Complessivamente sono state ricercate 113 sostanze attive diverse. Quelle rilevate in concentrazione maggiore al limite di quantificazione sono: atrazina, atrazina-desetil, bentazone, iprodione, malathion, metolachlor, metribuzina, nicosulfuron, simazina, terbutilazina, terbutilazina-desetil. Si tratta prevalentemente di erbicidi, e come negli anni precedenti, quelli rilevati con maggior frequenza, sono gli erbicidi triazinici e alcuni loro metaboliti. Va evidenziato che, anche quando da tempo è vietato l'uso di una particolare sostanza, spesso si registrano comunque ancora gli effetti di vecchie situazioni. Tutti i dati e i risultati del monitoraggio sono resi pubblici e divulgati sui siti istituzionali.
Il progetto specifico relativo all'analisi delle acque sotterranee finalizzato all'individuazione dei prodotti fitosanitari, con particolare riferimento alle aree designate vulnerabili ai prodotti fitosanitari nel Piano di Tutela delle Acque, ha visto invece il monitoraggio di 25 punti nel territorio di pianura, scelti tra quelli della rete regionale. E anche da questo monitoraggio – evidenzia Conte – si ricava che l'andamento delle stazioni con superi annuali è rimasto stazionario, senza picchi "record".
Inoltre, tutta l'attività di costante monitoraggio, in base anche alle direttive europee sulla classificazione dei corpi idrici, conferma il buono stato complessivo delle acque pur con qualche criticità, come risultato di tutte le azioni di tutela ambientale messe in atto, comprese le attività di formazione rivolte agli agricoltori. Dal 2010 è stato costituito anche un gruppo di lavoro di tecnici esperti per seguire la complessa attività che ha l'obiettivo di individuare ulteriori misure per la riduzione dei rischi e degli impatti nell'utilizzo dei fitofarmaci.

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