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“La predisposizione di ulteriori luoghi di accoglienza temporanea dei feretri va vista come un’attenzione al delicato tema della dignità del defunto, un atto di rispetto”

La direzione dell’Ulss 9 Scaligera ha divulgato un comunicato di precisazione nei confronti del clamore suscitato in alcuni media alla notizia che anche in provincia di Verona, delle salme siano state poste, con rispetto e cura, in un luogo appositamente predisposto di stazionamento provvisorio, in attesa che avesse luogo la cerimonia di tumulazione o di cremazione, anch’esse purtroppo soggette a lunghe liste di attesa.

Tali luoghi che si stanno predisponendo e in misura estremamente contingentata, per quanto si è a conoscenza, sull'intero territorio nazionale, vogliono solo essere, in caso di emergenza e necessità, una modalità che permetta al defunto, con il consenso dei familiari, di ottenere rispetto e dignità nella sacralità della dignità della Persona. Quelle salme, quei defunti con l’intero feretro, non trovavano posto nelle celle dell’obitorio dell’ospedale ed erano state là poste col consenso della famiglia: un'attenzione previdente nel rispetto quindi della dignità della persona e come segno di riguardo nei confronti dei familiari.

I sindaci del territorio in qualità anche di autorità sanitaria locale, rappresentati dal sindaco di Verona, Federico Sboarina, dal Presidente della Conferenza dei Sindaci dell’ULSS 9 Scaligera, Flavio Pasini, dal Vicepresidente, Gianluigi Mazzi, e dal sindaco di Legnago, Graziano Lorenzetti, insieme al Direttore Generale dell’ULSS 9, Pietro Girardi, rimarcano l’appropriatezza della scelta, ricordando peraltro come quasi tutti i Comuni non dispongano di celle mortuarie. La predisposizione di ulteriori luoghi di accoglienza temporanea va vista come un’attenzione al delicato tema della dignità del defunto, un atto di rispetto.

Tra le situazioni che si sono dovute affrontare in tempo di Covid, oltre all’aspetto clinico assistenziale, c’è anche l’elevato numero di decessi causati dal Covid-19. Anche per rispettare le direttive e i provvedimenti statali, è opportuno quindi mettere in atto una precisa strategia organizzativa per assicurare la dignità ai deceduti ed evitare scene come quelle dei primi mesi avvenute in alcuni luoghi in Italia ove si vedevano camion militari che trasportavano bare per l’emergenza che si era creata. L’elevato numero di decessi per Covid-19 in rapporto anche alla storicità della capacità ricettiva che hanno gli Ospedali sull’intero territorio nazionale in materia di posti dedicati alle celle mortuarie può costringere la struttura ospedaliera, per assicurare un’idonea conservazione delle salme, a farle stazionare anche in strutture appositamente predisposte in questi momenti straordinari per garantire la sicurezza igienico-sanitaria. La normativa che regolamenta il trattamento della salma Covid-19 è molto rigida e prevede che venga evitata in ogni modo la manipolazione, al fine di ridurre al minimo il rischio di contagio. Tali procedure vengono svolte dagli operatori preposti col massimo rispetto della salma e dello stato d’animo dei familiari.

«Il Covid ha messo l’umanità intera di fronte al tema della morte – dichiara il Direttore Generale Girardi –, purtroppo in maniera chiara e prepotente. E mai prima d’ora, all’interno di una società che cerca in ogni modo di dimenticare e far dimenticare che esiste la morte, essa è stata così vicina all’uomo nella vita di tutti i giorni. In tempi emergenziali, anche in un luogo di stazionamento appositamente predisposto con cura e attento alla spiritualità e a spazi dedicati per tutelare la possibilità di effettuare l’ultimo saluto al proprio defunto oltre che la riservatezza necessaria è un momento di grande rispetto per il proprio caro estinto. Tali accorgimenti in misura estremamente contingentata e per casi di emergenza, provvisori e vegliati con tutto l’amore del mondo possono rappresentare, in questi periodi di pandemia, un'occasione per dimostrare il rispetto che si ha per la dignità della persona, oltre la morte, credendo nella continuità della vita. Ricordo infine che su tale tema il defunto merita da parte di tutti, me compreso, massimo rispetto, attenzione, dignità e permettetemi nessuna strumentalizzazione per fare notizia».

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