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Costituito nei mesi scorsi un gruppo di lavoro per prevenire gli atti di violenza

La Direzione dell'Ulss 3 Serenissima ha espresso la sua vicinanza all'operatore aggredito nella notte dell’8 dicembre da un utente e che ora è ricoverato in attesa dell'intervento che dovrà subire. Nel contempo sottolinea come questi episodi confermano che il Pronto Soccorso è un luogo sempre più di frontiera, dove gli operatori e i medici si trovano a farsi carico anche di persone portatrici di disagio, come il soggetto in preda all'alcool che ha colpito l'infermiere. Anche a queste persone il Pronto Soccorso presta il suo servizio, più di quanto non si facesse in passato: i rischi da sempre connessi a questa attività in Pronto Soccorso, di conseguenza, ora sono più alti e continuano ad aumentare.

Per arginare la pressione all'interno dei Pronto Soccorso, e non solo, la Direzione dell'Ulss 3 Serenissima ha predisposto nei mesi scorsi un percorso di contrasto: "E' stato costituito - spiega il Direttore Generale Giuseppe Dal Ben - un gruppo di lavoro 'Prevenire gli atti di violenza'. A questo tavolo sono rappresentati tutti i livelli, e le figure di coordinamento lavorano insieme agli RLS, cioè ai 'responsabili dei lavoratori per la sicurezza', e insieme all'équipe del rischio clinico e alla psicologia ospedaliera".
La prima direttrice percorsa è quella della formazione che, in stretta collaborazione con l'Ordine degli Infermieri, viene offerta e sollecitata agli operatori: attraverso corsi specifici, realizzati da esperti di comunicazione e psicologia, si punta a dare loro gli strumenti per leggere più in profondità le situazioni di pericolo, e per prevenirle là dove possibile, sottraendosi così a situazioni di pericolo.
Il secondo livello è quello della comunicazione verso gli utenti: è stata preparata una campagna di infografica rivolta in particolare a chi usufruisce del Pronto Soccorso. L'Ulss 3 sottolinea con forza, in questa comunicazione, il concetto del rispetto necessario tra paziente e operatore sanitario: la violenza è spesso anche una violenza verbale, in molti casi perpetrata da persone che non sono portatrici di disagio, ma assumono comunque atteggiamenti di insofferenza e di provocazione.

Anche la riorganizzazione degli spazi del Pronto Soccorso, ora in corso, è stata disegnata a partire dalle proposte espresse dal Gruppo di Lavoro contro gli atti di violenza. Dallo stesso Gruppo di Lavoro è giunta la proposta di costituzione di specifici sportelli di consulenza - sul rischio clinico e di supporto psicologico, e in prospettiva anche legale - rivolti al personale. Si sta infine valutando la possibilità di rivedere la grafica del cartellino di riconoscimento degli operatori del Pronto Soccorso e di introdurre un cartellino di riconoscimento degli accompagnatori dei pazienti in Pronto Soccorso.

Resta comunque fondamentale la presenza di operatori della sicurezza - in Pronto Soccorso è presente una guardia giurata e opera un punto di Polizia - che con la loro divisa e con la facoltà di intervento costituiscono ovviamente un freno, in molti casi, alle azioni violente.

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