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Il monito arriva dal Dipartimento di prevenzione dell’Ulss 3 congiuntamente alle associazioni dei malati del territorio

L'influenza non va presa sotto gamba specie per alcune persone definite “soggetti a rischio”. "Ci sono soggetti – spiega il Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 3, Luca Sbrogiò – che per via delle loro condizioni personali e patologiche corrono maggiori rischi di complicanze nel caso contraggano la malattia. E non a caso a queste persone malate la vaccinazione antinfluenzale è fortemente consigliata, ed è offerta gratuitamente”.

"E' dimostrata la correlazione tra infezioni respiratorie ed eventi coronarici acuti – spiega il dottor Sbrogiò – e per questo prevenire l’influenza riduce,tra i soggetti cardiopatici, il rischio di questi eventi acuti". Le infezioni virali come l’influenza sottopongono l’organismo a uno stress tale da colpire negativamente la pressione sanguigna, la frequenza cardiaca e la funzionalità miocardica. Inoltre, le difficoltà respiratorie tipiche dell’influenza ostacolano l’ossigenazione del sangue, sottoponendo il cuore ad uno sforzo eccessivo per apportare ossigeno ai tessuti ed aumentando così il rischio di scompenso o infarto. "Nei soggetti cardiopatici la vaccinazione antinfluenzale – sottolinea il dottor Sbrogiò – aiuta inoltre a prevenire il rischio di ricadute per chi ha alle spalle una storia di malattie cardiovascolari.
"Quanto ai pazienti oncologici – spiega – va evidenziato che a causa delle terapie questi soggetti subiscono un abbassamento delle difese immunitarie, e sono quindi maggiormente vulnerabili all’influenza e ai suoi sintomi". In questi soggetti la durata dell’influenza tende ad essere maggiore rispetto ai pazienti immunocompetenti. Inoltre è più facile il rischio di infezioni batteriche secondarie, causa di polmoniti e gravi infezioni respiratorie. "Si raccomanda la vaccinazione – aggiunge il dottor Sbrogiò – sia ai sanitari che si occupano dell’assistenza del paziente oncologico, sia ai familiari, in modo da creare un effetto protettivo attorno al malato".
L'influenza, poi, è un nemico dichiarato dei soggetti diabetici: "I maggiori rischi per il paziente diabetico sono legati a una serie di fattori correlati al diabete stesso: quasi il 60% dei pazienti con diabete è ultra 65enne, quindi molto spesso con pluripatologia, spesso di tipo cardiovascolare, con le stesse conseguenze già indicate per i cardiopatici. Inoltre l’influenza va evitata nei diabetici perché tende ad aumentare il livello di glucosio nel sangue: “Infine, i pazienti diabetici risultano più suscettibili alle infezioni in generale – conclude il dottor Sbrogiò – perché l’iperglicemia indebolisce il sistema immunitario, aumenta il danno ossidativo periferico e danneggia vasi e terminazioni nervose secondo lo schema sottostante”.

Per evidenziare il rischio dell’influenza in queste ed altre patologie, l’Ulss 3 Serenissima ha incontrato le Associazione dei Malati del territorio: “Insieme a loro, che sono in contatto diretto con i malati e i familiari – spiega il Direttore Generale Giuseppe Dal Ben – diffondiamo con maggiore forza questo messaggio: l’influenza non è un male di stagione, a cui abituarsi, ma un potenziale pericolo per la salute delle persone più fragili, che si combatte tutti insieme”.

 

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