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A consentire le nuove possibilità operative all’équipe guidata dal dottor Michele Franzinelli sono stati l’acquisizione di due nuovi ampi ambulatori e l’installazione di due nuove poltrone attrezzate “da dentista”

D’ora in poi sarà possibile, nei reparti di Odontostomatologia e Chirurgia maxillo-facciale dell’Ospedale dell’Angelo, intervenire in urgenza anche su un paziente in carrozzina o anche allettato.
A consentire le nuove possibilità operative all’équipe guidata dal dottor Michele Franzinelli sono stati l’acquisizione di due nuovi ampi ambulatori e l’installazione, in questi nuovi spazi, di due nuovi “riuniti” – volgarmente: due nuove poltrone attrezzate “da dentista” – una delle quali è particolare nella sua flessibilità: “Ci sono stati messi a disposizione – spiega il Primario – due ambulatori ulteriori, ampi e funzionali; si aggiungono a quelli in cui lavoravamo fino a ieri, che restano comunque a nostra disposizione. Il lavoro quotidiano si svolge ora in quattro spazi attrezzati, con i due più piccoli destinati all’igiene dentale e agli interventi minori da Pronto Soccorso, e i due nuovi, ben più vasti, dedicati agli interventi di maggior complessità”.
Entrambi i nuovi ambulatori, visitati ieri dal Direttore Generale Dal Ben e dalle Associazioni dei Disabili che usufruiscono in modo particolare del servizio, sono perfettamente attrezzati. Ma se in uno è stato installato un “riunito” tradizionale, cioè la classica poltrona attrezzata “da dentista”, il secondo ambulatorio ospita un “riunito” particolare: è infatti possibile separare la poltrona dall’attrezzatura, e collocare al suo posto una speciale allocazione che accoglie la carrozzina di una persona disabile; oppure addirittura è possibile introdurre nell’ambulatorio, fin sotto l’attrezzatura specialistica una barella, o anche un letto completo, con il paziente disteso: “Questo nuovo ambulatorio – spiega il dottor Franzinelli – può in sostanza fungere da piccola sala operatoria, per interventi d’urgenza, anche in sedazione, sia di odontostomatologia che di chirurgia maxillo-facciale. Importantissima per noi la possibilità di intervenire su persone in carrozzina, visto anche il forte impegno della nostra équipe a favore dei pazienti disabili, e su persone allettate, che magari provengono dal Pronto Soccorso o anche dai reparti interni”. Nuovi spazi e nuove strumentazioni sono state acquisite d’intesa con l’Unità Operativa “Disabilità Adulta”, diretta dal dottor Mario Zotta, che si affianca all’équipe del dottor Franzinelli nell’organizzazione degli interventi, ambulatoriali ed in esterno, sui pazienti disabili.

“I nuovi spazi acquisiti dalla nostra Odontostomatologia e Chirurgia maxillo-facciale – ha sottolineato il Direttore Generale Giuseppe Dal Ben – sono il frutto dell’impegno dell’Ulss 3 Serenissima, che ha investito nelle nuove strumentazioni più di cinquantamila euro; ma sono anche un risultato concreto delle riorganizzazione del grande ‘poliambulatorio’ dell’Angelo, quel vasto ‘primo piano’ in cui si svolgono le attività ambulatoriali e che proprio in queste settimane stiamo rendendo più ordinato, più fruibile, più razionale”.

L’équipe di Odontostomatologia e Chirurgia maxillo-facciale del dottor Franzinelli ha fornito negli ambulatori dell’Angelo, nel solo 2018, ben 8450 prestazioni, di cui 5632 su utenti esterni, e 1945 su utenti inviati dal Pronto Soccorso. Si tratta di una squadra di specialisti le cui competenze spaziano dalla cura del cavo orale fino alla chirurgia vera e propria: “Lavoriamo contemporaneamente – spiega il dottor Franzinelli – su due fronti che sono strettamente collegati tra di loro. Facciamo ‘odontostomatologia’, con tutti gli interventi tipici del ‘dentista’, ma anche con la gestione di tutte le complicazioni di questa branca: dall’esterno e dal Pronto Soccorso riceviamo casi come la radice di un dente che va estratta, il molare che è andato in frantumi, il sanguinamento post estrazione, per fare solo alcuni esempi. Poi facciamo ‘chirurgia maxillo-facciale’, e gestiamo quindi per via operatoria le fratture conseguenti a traumi del viso, fino a quelle più complesse. Le due specialità però, non hanno ovviamente un confine definito, e gli specialisti della nostra équipe devono sapersi muovere in entrambe questi ambiti, a loro volta supportati da personale infermieristico specializzato”.

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